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giovedì 20 ottobre 2016
venerdì 30 settembre 2016
venerdì 11 settembre 2015
LADY MARMALADE & CUORE DI MAMMA
Passione e sentimento da spalmare
"Preparare una salsa è un po’ come
fare l’amore", scrivevo qualche tempo fa. Oggi, con un po' di sana e onesta ironia, aggiungerei che delle prime si potrebbe anche fare a meno. Del secondo assolutamente no!
Tuttavia, tornando alle salse, occorrono passione, fantasia,
gentilezza e quell’esperienza necessaria a guidare l’istinto nella
scelta degli ingredienti, delle dosi e dei tempi. In cucina, certamente, la
materia prima ha un ruolo protagonista – come l’amante a letto, appunto - ma
non esclusivo, perché ciò che crea l’alchemica magia sono anche le quantità, le
proporzioni, i tempi e le pause, il cui equilibrio si tradurrà poi nel piacere
all’assaggio. Sapori e aromi devono incedere, dunque, in maniera armonica fin
dalla preparazione, assecondando ritmi cadenzati quale oculato preludio d’altri
più accesi movimenti. La complicità che si stabilisce tra le mani e gli
ingredienti è il segreto di un buon risultato, poiché ogni piccolo tocco,
intimo o ardito ma mai arrogante, rivela la sensibilità di un bravo partner,
così come quella di un bravo chef.
Questa stuzzicante metafora vale
per tutti i tipi di preparazioni culinarie, s’intende. Tuttavia, penso che
salse, confetture e marmellate si prestino particolarmente a una piacevole
traslazione in chiave erotica, sia per quanto riguarda la messa in opera, sia
la degustazione, possibilmente condivisa in giusta compagnia.
Non so se Angiolino Berti – che anni fa avevo coinvolto in un mio articolo –
s’ispiri a un sentimento amoroso durante la confezione delle sue famose salse.
So, però, che il risultato è certamente una sintesi esemplare di come si possa
trasformare in sensuale bontà alcuni dei prodotti più semplici e naturali della
Terra.
Angiolino gestisce l’Hotel Al
Cacciatore, nel cuore della Toscana, a Bettolle vicino al Castello di
Valdichiana, hotel che s’affaccia sul ristorante sempre di sua proprietà, Opera Teatro del Gusto. Insieme alla
famiglia conduce con arte e sapienza anche il Gran Bar Prestige, offrendo così un servizio completo agli
avventori di passaggio e ai tanti turisti innamorati dei buoni sapori toscani.
I suoi interessi spaziano dalle gare sportive, alle mostre di pittura e di
fotografia, e rivelano un artista e un amante della vita in tutti i sensi.
Tuttavia, la produzione di salse, mostarde, marmellate e confetture resta la
sua vera passione e nel laboratorio sottostante l'Hotel quest’alchimista del
buon gusto traduce la polposità della frutta in dolcezza da spalmare.
“La fantasia è come la
marmellata – ha scritto
Italo Calvino - bisogna che sia spalmata
su una solida fetta di pane”. Così opera Angiolino: concretizzando la sua
fantasia. Mescola, misura, sperimenta, assaggia, annusa, azzarda e infine
ottiene prodotti deliziosi, completamente naturali, per il piacere dei palati
più curiosi ed esigenti. Non somiglia, forse, anch’egli a una laboriosa ape che
sfaccenda con amore attorno ai suoi preziosi frutti?
Le dolci new entry di Angiolino
sono due confetture appena nate, dai nomi tanto golosi quanto allusivi.
Lady Marmalade – la prima - s’ispira alla nota canzone del gruppo
femminile “Labelle” che negli anni ’70 accendeva sensuali fantasie al ritmo di “Voulez-vous coucher avec moi, ce soir
…”. Inclusa in seguito nella rivista statunitense “Rolling Stone” tra le 500
migliori canzoni di sempre, Lady Marmalade è parsa perfetta per battezzare proprio
la 500° dolce creazione di Angiolino. Pere, mele e nespole sono gli ingredienti eletti che, insieme a zucchero, succo di limone e amore, trasformano la
frutta in una sinfonia dal sapore intenso e vellutato.
Cuore di Mamma – la seconda new entry, e 501° confettura – deve
invece il suo nome a teneri ricordi d’infanzia evidentemente ancora cari. E’
dedicata alla mamma di Angiolino, il più piccolo di quattro fratelli, e
racchiude in sé le lunghe passeggiate in campagna tra filari di vite
uva-fragola e odore d’erba tagliata, fragranze indimenticabili che quel bambino resuscita oggi con il suo lavoro. Così, pere, mele e fragole si sposano a meraviglia per il
piacere di chi vorrà assaggiare questa confettura, cullato da quegli stessi
profumi di un'assolata campagna toscana dall’immutata bellezza.
Ringrazio Angiolino Berti per continuare
a deliziare i miei sensi con le sue nuove dolcezze, muse ispiratrici di spensierate
righe, scritte tra un cucchiaino di frutta, un segreto desiderio e un sospirato
piacere.
giovedì 21 novembre 2013
La ricchezza della cucina povera
Se è vero che la Ribollita
appartiene alla cosiddetta ‘cucina povera’, ebbene evviva la povertà, perché
rende più robusto il corpo e più ricco lo spirito.
Come non esultare, infatti, al
cospetto dell’esuberanza d’un piatto schietto e sincero che infonde vigore al
solo sguardo, magari accanto a un camino dove la brace crepitando evoca languidi affetti
e memorie infantili?
Quel profumo avvolgente delle verdure scaldate a fuoco
lento, quella pastosa fumosità dei fagioli rimestati a lungo da mani sapienti,
e quell’olio di olive che con sensuale femminilità tutto carezza e ammansisce, con tale
materno garbo da commuovere i sensi.
Sacralità e quotidianità sembrano mescolarsi insieme agli effluvi caldi della generosa ciotola.
L’energia sembra ribollire da quella fragranza odorosa di campi e di storia e così la semplicità d’un piatto povero si traduce in turgore e vigore, un complice invito a consumare con la giusta lentezza, cucchiaio dopo cucchiaio, quel concentrato di natura che rende forti e sani.
Sacralità e quotidianità sembrano mescolarsi insieme agli effluvi caldi della generosa ciotola.
L’energia sembra ribollire da quella fragranza odorosa di campi e di storia e così la semplicità d’un piatto povero si traduce in turgore e vigore, un complice invito a consumare con la giusta lentezza, cucchiaio dopo cucchiaio, quel concentrato di natura che rende forti e sani.
Ed ecco, infine, un tocco segreto che piacevolmente sorprende: compare la polenta, al posto dell’usuale
pane, sottofondo che infonde una paciosa leggerezza a un piatto che sa essere elegante pur
servito su un tavolo di legno in un ameno contorno di campagna.
Non
serve altro per ‘vivere’ la Ribollita: il piacere lo dona lei e l’energia la
conquistate voi.
Altro che povertà!
Altro che povertà!
mercoledì 20 novembre 2013
Il Rinascimento del vino: il Chianti
“La poesia consiste
nel fare entrare il mare in un bicchiere” scriveva con sobria eleganza
Italo Calvino. Analogamente si può dire che l’arte di fare il vino consiste nel
fare entrare la storia di un intero territorio in un bicchiere. Perché un vino
non è solo bevanda e alimento, è anche cultura e tradizione di gente innamorata
della propria terra e del proprio lavoro.
Il Chianti ne è un perfetto esempio e nel nome sta
racchiuso il suo segreto: Chianti è sinonimo di vino ma anche di territorio. E’
il cuore rinascimentale della Toscana, accoccolato tra le morbide curve dei
Colli Fiorentini, Senesi e Pisani - tra le provincie di Arezzo, Firenze, Pisa,
Pistoia, Prato e Siena - dove alla generosità della natura s’intreccia
l’orgoglio di una storia millenaria, ancora viva nei numerosi borghi medievali tra
cui spiccano i pittoreschi Monteriggioni e San Gimignano. Qui, attraverso il vino,
l’essenza distillata da un suolo unico per clima e biodiversità sembra
riversarsi nelle vene risvegliando il corpo alla vita e, una volta ridestato il
corpo, ecco che invade dolcemente l’anima rievocando un passato mai del tutto
passato. Ecco allora che sospinti da un sorso profumato, i pensieri galoppano,
i sentimenti volteggiano e le parole danzano, al piacevole ritmo dei racconti di
donne e uomini che di questo nettare oggi sono artefici. Sono storie di intere
generazioni, nonni, madri e nipoti, grandi famiglie che hanno condiviso fatica
e passione. Ed è proprio questo che si sente dentro un bicchiere di buon
Chianti.
Il filo conduttore di questi vini è l’eterna giovinezza: nelle sue
numerose declinazioni, sempre sobrie ed eleganti, il Chianti si propone come
una gamma di vino facile da capire e da apprezzare, mai vanitoso, piuttosto
democratico, godibile da giovane ma capace d’invecchiare con dignitoso brio.
Con quell’inconfondibile rosso porpora, i tannini evidenti e il profumo vinoso,
il Chianti è un invito a tutti per farne una sana abitudine quotidiana, come i
riti familiari più antichi e conviviali, quelli che rinforzano il corpo e
rincuorano lo spirito.
Ecco alcuni indirizzi dove poter sostare per gustare tutti i piaceri del
Chianti, sia per una vacanza all’insegna della salute sia per una degustazione
tecnica incorniciata dalla natura. Famiglie fiere di condividere saperi e
sapori vi accoglieranno in un’intima convivialità fatta di ottimo pane e olio,
vellutate ribollite, succulente fiorentine e suadenti cantucci con Vin santo.
Naturalmente il tutto condito da una buona compagnia, perché il Chianti è anche
sinonimo di schietta allegria.
I Salaioli http://www.isalaioli.it/
In piazza
della Sala, nel cuore storico di Pistoia, questa piccola osteria ricrea un’atmosfera davvero originale, in un ambiente
tipicamente toscano. Semplicità e
grande senso dell’accoglienza caratterizzano ogni spazio e l’estro dei
proprietari aggiunge quel tocco impagabile di giovane familiarità. L’esposizione
e la vendita dei prodotti locali ha un ruolo privilegiato: dai formaggi ai salumi, dai vini all’olio. Ma è la tavola a
conquistare l’ospite, con le migliori ricette toscane e gli allegri vini.
Fattoria San
Michele a Torri http://www.fattoriasanmichele.it/index.asp?lingua=it
Prende il nome dall’omonimo borgo appollaiato sulle colline di
Scandicci, a sud ovest di Firenze: una villa cinquecentesca immersa in duecento
ettari di terreni, tra vigneti di Sangiovese, Colorino, Merlot, Cabernet e
Sauvignon, uliveti e seminativo. Il rispetto per l’equilibrio naturale
dell’ambiente fa dei prodotti della Fattoria un’eccellenza biologica apprezzata
anche all’estero. Allevamenti di suini di razza Cinta senese, bovini di razza
Angus e Chianina e galline, produzione di olio extravergine d’oliva e vino, di
miele e zafferano, fino al Vin santo: qui tutto nasce dall’amore per la terra.
Notevole una degustazione in compagnia degli affabili padroni di casa:
dall’extravergine Laudemio su pane abbrustolito, a una verticale di Chianti
abbinato a salumi e formaggi, fino a un sensualissimo Vin santo con cantucci e
castagne.
Fattoria
Sant’Appiano http://www.santappiano.it/ita/index.php
E' una delle più antiche fattorie della zona, custodita
da una deliziosa chiesa romanica del IX secolo che scruta l’orizzonte fino alle
torri di San Gimignano. Da tre generazioni la Famiglia Cappelli si dedica con
passione alla Fattoria cercando di creare un luogo irripetibile, nel rispetto della
tradizione e del territorio che la accoglie. La Fattoria produce una vasta
gamma di Chianti, tutti eleganti e particolarmente raffinati anche
nell’etichettatura, oltre a olio extravergine, grappa e Vin santo. Otto
appartamenti sono a disposizione degli ospiti che desiderino condividere il
piacere di sentirsi a casa anche lontano da casa, magari alternando a una
degustazione verticale una piacevole caccia al tartufo guidata, con tanto di
cane al guinzaglio.
Azienda Bindi
Sergardi http://www.bindisergardi.it/
Varcare l’ingresso di Casa Bindi Sergardi, nel suggestivo borgo
medievale di Monteriggioni (SI), significa calarsi nella storia millenaria di
una famiglia fiera del suo passato e proiettata verso un altrettanto florido
futuro. Il presente è fatto da un’Azienda solida come la trama famigliare che
la tesse: l’attuale proprietario Nicolò Casini insieme alla simpaticissima
moglie e ai figli, tra cui la brava Alessandra, eredita e alimenta una
tradizione che risale al 1349. Le sue parole raccontano meglio di ogni
descrizione l’anima dell’Azienda: “Oggi i miei figli
lavorano con me e questo miscuglio di sangue e di terra mi fa sentire eterno.
E
‘una sensazione straordinaria che desidero condividere con chi si avvicina ai
nostri vini.” L’ospitalità della
Famiglia Bindi Sergardi, con le tagliatelle fatte a mano, lo sformatino di
zucca, l’immancabile pane e olio e molto altro ancora, fa da controcanto a una
degustazione di vini Chianti schietti e sinceri, proprio come i loro sorrisi.
Cantina
Pietraserena http://www.awf2000.com/
Verso la metà degli anni 60, la famiglia ligure
Arrigoni arriva a San Gimignano (SI) e oggi, con i suoi quaranta ettari di
terreno, rappresenta un’impresa di spicco sia per il mercato italiano che
estero. Quattro generazioni hanno affidato speranze, attese e forza di volontà
alla realizzazione di un progetto che ora è realtà. Forte di un terreno
generoso per ubicazione, esposizione al sole e composizione del suolo,
l’Azienda propone un ottimo olio extravergine spremuto direttamente a freddo
nel frantoio interno, oltre a un’ampia gamma di Chianti e alla classica
Vernaccia di San Gimignano. L’Azienda è fedele alla semplicità della tradizione
ma vanta l’apertura al mercato enoico internazionale più difficile, quello
cinese.
Fattoria La
Gigliola http://www.lagigliola.it/
La Famiglia Piazzini ha sposato tradizione e
innovazione, rendendo la Residenza La Gigliola un vero e proprio nido
accogliente e appetitoso. Trecento ettari di terreno, tra uliveti e vigneti, si
srotolano attorno a Monterspertoli (FI) e, insieme a boschi di querce, cipressi
e pini, incorniciano la Villa come dentro un quadro. Circa 50 stanze, ognuna
con una propria personalità, invitano gli ospiti ad assaporare il silenzio e il
profumo della natura. A loro disposizione anche piscina e campo da tennis. A
tavola, accanto a un bel camino caldo, sono i prodotti della terra a
conquistare: dall’olio extravergine d’oliva al ventaglio di vini, frutto della
sapiente lavorazione di Sangiovese, Canaiolo,
Merlot, Cabernet e Syrah per i rossi, Trebbiano, Malvasia e Chardonay, per i
bianchi. La simpatia della signora Anna e del figlio Paolo è un altro buon
motivo per far visita alla Fattoria La Gigliola e aggiungere un tocco di poesia
in più a una vacanza indimenticabile.
lunedì 14 ottobre 2013
mercoledì 10 luglio 2013
L'insostenibile bellezza del silenzio
Un bouquet di Natura, Storia e Sapori nel
cuore incontaminato dell’Isola d’Elba
Forse Napoleone
elesse l’Isola d’Elba quale meta della sua condanna con la segreta speranza di
rendere più dolce l’amaro esilio. Esistono, tuttavia, altri modi oggi per
assaporare il privilegio d’isolarsi dal resto del mondo senza rinunciare ai
piaceri della terra.
I “Relais du Silence” offrono quest’opportunità.
Appartengono alla leggendaria catena d’hotellerie francese che risponde a specifiche
esigenze strutturali: un livello medio-alto dalle 3 alle 5 stelle; piccole
dimensioni mai oltre le 50 camere; una personalità originale, come case
padronali, castelli e masserie immerse nella natura; una ristorazione che esalta
i prodotti del territorio. Questi semplici requisiti basati innanzitutto
sull’eco-sostenibilità trasformano un banale soggiorno in una vera e propria
filosofia di viaggio il cui motto è “staccare la spina e far parlare i sensi”.
L’Isola d’Elba
propone due soluzioni di Relais du Silence.
L’Hotel Sant’Andrea sorge in località Marciana. Accoccolato
su un rigoglioso promontorio, l’albergo si tuffa nelle acque cristalline della
spiaggia sottostante celebrando lo sposalizio tra terra e mare. E’ un piccolo
angolo di paradiso dove la natura declinata nelle sue mille sfumature fa da
controcanto alle infinite voci delle emozioni. Il segreto del fascino di questo
resort è la complicità tra la ricchezza naturale e la professionalità della
Famiglia Garbati che lo gestisce. L’attenzione per i dettagli all’interno della
struttura, riproposta nelle 18 camere (tra cui due con giardino adatto ad
animali domestici), evoca un’atmosfera romantica che degrada dal blu indaco
delle viole al rosa acceso delle orchidee. Tutt’attorno profumi di rosmarino,
timo, ruta e santoreggia esaltano i sensi e anticipano i piaceri del palato. La
cucina è il fiore all’occhiello dell’Hotel, grazie al talento del Signor
Garbati, Chef d’eccellenza che senza artificiali alchimie seduce gli ospiti con
ineguagliabili virtuosismi gastronomici. Ci si può abbandonare alle sue delizie
senza timore d’accumulare peso, perché l’Hotel organizza escursioni sul Monte
Capanne, uscite in barca dalla spiaggia raggiungibile in 5 minuti di navetta e
massaggi ayurvedici alla brezza dl vento. Speciali formule all inclusive
completano le proposte di un soggiorno assolutamente desiderabile anche per
l’eccezionale rapporto qualità e prezzo che fa sentire il cliente come a casa
propria.
Una delle più
recenti new entry italiane nella catena Relais du Silence è la Tenuta delle Ripalte, situata nel
contesto incontaminato di Capoliveri, di fronte alle isole del Giglio,
Montecristo e Pianosa. La Tenuta appartiene alla famiglia Ederle che insieme ai
450 ettari di pini, frutteti e vigne ha sfruttato la bella villa ottocentesca dei
marchesi Tobler-Theodoli-Quintavalle. Sapientemente restaurata, la dimora è oggi
un boutique hotel di sole 10 stanze spartanamente arredate, circondato da circa
50 appartamenti e alcune spaziose ville che il Direttore Riccardo Pironi dà in
gestione durante l’estate. Per vivere più da vicino l’avventura della natura, sono
invece a disposizione 10 tende dotate dei necessari comfort. Il teatro naturale
è completato da una cantina ideata dall’architetto Tobia Scarpa, armoniosamente
calata nell’ambiente, che trasforma in nettare i frutti delle vigne; un
ristorante con piatti tipici della gastronomia toscana e internazionale; il
ristorante Calanova poco lontano, direttamente sul mare; piscina; centro
d’equitazione; bike e tennis. Vi è inoltre la possibilità di praticare attività
marine presso le splendide spiagge di Remaiolo e Calanova a circa 4 Km.,
raggiungibili attraverso i sentieri che si snodano tra le vigne o con una
navetta. Soggiornare alla Tenuta delle Ripalte significa immergersi totalmente nella
pace della natura, poiché la strada che conduce qui è scoraggiante per il grande
turismo e l’assenza di televisione e rete wi-fi nelle camere seleziona automaticamente
la clientela. Un esilio certamente non è, tuttavia qui il silenzio è
assicurato.
BOX
“Relais du Silence“ nasce nel 1968 e sposa una filosofia di turismo
basato su tre elementi essenziali: rispetto per l’ambiente naturale all’insegna
del relax; stile personalizzato, elegante e confortevole; gestione tendenzialmente
familiare dove i proprietari seguono personalmente gli ospiti facendoli sentire
a casa propria. Questo è pertanto un concept d’accoglienza diverso da tutti gli
altri, poiché rispetta innanzitutto la dimensione umana della vacanza.
Mai un relais è uguale all’altro. La diversità delle architetture, della
locazione e delle categorie (da due a quattro stelle) ne fanno una famiglia dal
fascino unico.
La catena nata in Francia si è progressivamente diffusa in tutt'Europa,
selezionando fra i suoi soci case patrizie, ville, castelli fattorie, mulini,
antichi alberghi di posta e chalets : tutti diversi ma tutti egualmente seducenti,
all’insegna del silenzio e dell’ascolto della natura e della persona.
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