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lunedì 4 aprile 2016

La risposta


Molti mi domandano perché abbia scelto di vivere proprio qui.
Lontano da tutto, lontano da tutti, isolata da mondo.

Come fai a resistere in questo silenzio?  Una manciata di casette affacciate su un lago sempre immobile, sempre uguale al giorno prima e al giorno dopo … sempre lo stesso panorama quando ti svegli la mattina … sempre le stesse voci, quelle degli uccelli, come dici tu, che anticipano l’alba rubandoti al sonno, magari a un bel sogno! Ti svegli che è ancora buio e vai a letto che è già buio …
Come fai senza le luci della città? Senza il rumore della società che cammina, che pulsa, che va avanti! Qui dove stai tu sembra che il tempo si sia fermato, non cambia mai niente, solo il colore delle colline a ogni cambio di stagione, sai che divertimento! Tu lo chiami dolce rifugio ma a me fa venire in mente quel libro in cui lui un bel giorno scopre di essere l'unico essere sulla Terra, tutta l'umanità sparita …come si intitola … Dissipatio H.G , di quello scrittore strano che infatti ha fatto una triste fine.
Che desolazione! Come hai fatto a sopportare l’inverno qui? Le giornate così corte, avvolta presto dal torpore della sera, dal freddo pungente, dal grigiore della solitudine … almeno in città esci e sei tra la gente.
E adesso che è primavera non ti viene voglia di uscire in compagnia, andare a fare shopping, a ballare, a divertirti come tutti quelli che vivono in una città grande?
Qui hai solo la Natura, la "tua Natura". Montagne, colline, prati, lago, pecore, mucche, asini, uccelli …tu dici che ognuno di loro ha un canto diverso, che ti dà gioia ascoltarli …che i gabbiani per esempio ridono e piangono secondo come si sentono, che le anatre parlano come Paperino, i cigni soffiano come flauti e che le folaghe suonano come trombette. E immagino che per te persino i pesci emettano voci, o no…? Chissà cosa ti dicono! Dai ammettilo, è tutto così così tranquillo e noioso qui!

Molti mi domandano perché abbia scelto di vivere proprio qui.
Lontano da tutto, lontano da tutti, isolata dal mondo.
Beata sorrido. E la risposta la lascio a loro …

mercoledì 23 settembre 2015

Il dono


Il primo assaggio d’autunno s’è presentato con ardita insolenza.
Nemmeno il tempo di dire addio al bikini ed ecco che le montagne specchiate sul lago si son vestite di bianco, rubando la scena al poetico foliage dei boschi. Un bianco verginale, che con il suo apparente candore vuole rendere romantico questo repentino voltafaccia stagionale. Stagioni sempre più capricciose, ancor più di una bella donna innamorata dell’amore!
Così, mentre gli amanti di canoe e di stand-up paddle s’attardano con gli ultimi morbidi sciabordii lacustri, gli affezionati delle vette cominciano a spolverare scarponi e racchette.
E mentre dai comignoli del paesello s’elevano i primi sentori di buona legna bruciata nel camino, gli insetti tardivi presi alla sprovvista bussano con frastornata disperazione ai vetri delle finestre, quasi a voler mendicare l’ultimo sorso di calore.
E io, seduta qui, cullata tra l’eco ancora vibrante dell’estate e il primo assaggio d’un autunno assai precoce, mi beo del privilegio di assorbire con delicato piacere ogni immagine, ogni odore, ogni sensazione che la Natura tutt’attorno dona a chi ha il dono di sentire.
Un dono che non conosce stagioni.

sabato 1 agosto 2015

Una giornata speciale


Un silenzio surreale regna in questa giornata speciale.
Speciale perché è festa, il giorno in cui da ogni balcone sventola con orgoglio la bandiera nazionale. Un rosso che accende un cielo vagamente autunnale ma che presto, con l’arrivo della notte, s’illuminerà di mille fragorosi colori.
Un silenzio surreale perché pare d’essere lontano da tutto qui, a due passi da un lago puntinato di sottile pioggia. Nessuna musica, nessun rombo, nessuna vibrazione artificiale sembra permettersi di giungere fin qui a violare la quiete naturale. Pare d’essere in un limbo ovattato, protetto da invisibili mani di fata. Trapela solo il profumo lontano di qualche fuoco a legna traboccante di succulenti fragranze, profumo che lascia immaginare i tavoli di legno che ogni paese, ogni lido, ogni grotto qui attorno sta allestendo per insaporire la festa di piaceri carnali. Ogni comune, dalle sponde del lago alle cime delle colline, partecipa così nel suo piccolo a quest’orgoglio collettivo. Sfidando la pioggia e le luci multicolori della grande città, la vera regina della notte, che sta correndo a farsi bella per la festa.
Eppure qui, lontano da tutto, a due passi da un lago puntinato di sottile pioggia, il tempo pare essersi fermato, dimenticandosi per qualche assurdo sortilegio di questa giornata speciale.
Forse, nel suo piccolo, anche il lago con la sua immobile quiete partecipa all’orgoglio collettivo: trasformando una giornata speciale in una qualunque, facendomi capire che grazie al suo silenzio surreale ogni giornata qui è davvero speciale. 

martedì 21 luglio 2015

La differenza


Cullata dalle carezze liquide del lago, m’abbandono per qualche lungo istante all’ozio.
Piacevole vizio per pochi privilegiati un tempo, condizione spesso subita oggi. Ma che cosa trasforma l’abbondanza di tempo a disposizione da insofferenza a piacere? Quale la differenza tra vuoto, noia, aridità e pienezza, ispirazione, creatività?
In fin dei conti starsene così lungamente in contemplazione di un panorama che pare essere sempre identico a se stesso - unico accenno di vitalità concesso dal bavaglio dell’afa qualche papera, una coppia di svassi e una famiglia di cigni che sfida la superbia degli umani col suo solenne corteo - potrebbe risultare monotono alla maggior parte delle persone. Eppure, gettando i propri pensieri a capofitto in questo pozzo d'innaturale incanto, ci si può abbeverare di qualcosa di speciale: lo stupore, uno stupore in ogni istante diverso come la luce rifratta da un  prisma, diverso a seconda del calar dello sguardo ... che si posi su una collina o su un filo d’erba, sul profilo della città all’orizzonte o sulla roccia che sostiene il tuo piede. Ed e’ proprio quello – lo stupore - l'alchemico segreto che trasforma il vuoto in pienezza, la noia in ispirazione e l’aridità in creatività.
Così, quando presa da ingenuo slancio emotivo ho sussurrato a chi mi stava accanto “Dio, guarda là che meraviglia!” indicando due buffi svassi appassionatamente coinvolti in una danza di corteggiamento, mi sono sentita rispondere “Embè, che c’è di speciale … son due uccelli che nuotano!” allora, stupita, ho capito la differenza. 
La differenza tra chi sa stupirsi e chi no.
Tra guardare e vedere. Tra noia e ozio. Tra gli altri e me. 

lunedì 13 aprile 2015

IL TICINO TI E' VICINO


Appuntamento con i migliori chef del mondo: dal 3 maggio al 14 giugno torna S. PELLEGRINO SAPORI TICINO


Un placido lago blu, colline verdeggianti e raffinati hotel. Quale contesto scenico più accattivante per ospitare il meglio della cucina internazionale?
La seducente cornice cromatica è il Ticino, cuore caldo della Svizzera, che si prepara per accogliere la nona edizione di S.Pellegrino Sapori Ticino. Dopo 8 anni dal primo evento, la manifestazione ha maturato un successo esponenziale e quest’anno i protagonisti saranno i World’s Top Chefs, 8 chef provenienti dai 51 migliori ristoranti al mondo, veri e propri artisti in toque blanche dal 3 maggio al 14 giugno si destreggeranno nei migliori alberghi del Cantone.
Con un totale di 28 stelle Michelin partecipanti e un numero impressionante di punti Gault&Millau, S.Pellegrino Sapori Ticino rappresenterà uno dei più grandi eventi a livello mondiale. Cene ed eventi che l’enogastronomia internazionale sposa all’ospitalità ticinese, grazie agli chef locali (Andrea Bertarini, Egidio Iadonisi, Alessandro Fumagalli, Domenico Ruberto, Frank Oerthle, Dario Ranza, Lorenzo Albrici, Salvatore Frequente, Othmar Schlegel e Antonio Fallini), e alla disponibilità dei migliori alberghi ***** lusso della Svizzera, Swiss Deluxe Hotels.
Qualche esempio? Il 3 maggio, presso l’Hotel Splendid Royal di Lugano, la cena di apertura sarà a cura degli Chef del gruppo Swiss Deluxe Hotels, dove Domenico Ruberto ospiterà tre colleghi e ambasciatori del gruppo come Giuseppe Colella, Dominique Gauthier e Thomas Neeser. Dal 4 maggio avrà inizio la rassegna vera e propria con Mauro Colagreco, chef 2 stelle Michelin del ristorante Mirazur di Mentone, numero 11 al mondo, ospite di Salvatore Frequente presso l’Hotel Eden Roc di Ascona.
Il secondo protagonista d’eccezione si esibirà il 10 maggio a Villa Principe Leopoldo, Lugano, dove lo chef locale Dario Ranza incontrerà Massimo Bottura dell’Osteria Francescana, ristorante tristellato e numero 3 al mondo.
La manifestazione proseguirà con l’arrivo a Lugano dell’ambasciatore svizzero dell’alta ristorazione Andreas Caminada, unico chef svizzero presente nella top 50. L’11 maggio sarà ospite dello Chef Frank Oerthle al ristorante Artè del Grand Hotel Villa Castagnola di Lugano.
Il viaggio enogastronomico prosegue con un’altra serata tutta italiana, grazie alla presenza di Davide Scabin, altro celebre rappresentante della cucina italiana nel mondo, premiato a Identità Golose 2015 come Cuoco dell’Anno per la sua cucina tra qualità e innovazione; presso il Ristorante Concabella di Vacallo incontrerà il talentuoso e stellato Andrea Bertarini il 24 maggio. Direttamente dal suo ristorante di Rivoli, Combal.Zero, agli ospiti di S.Pellegrino Sapori Ticino 2015 Scabin presenterà alcuni dei suoi piatti più sperimentali.
Il 25 maggio presso Villa Orselina sarà ospite di Antonio Fallini, lo chef Sven Elverfeld, uno dei più importanti ed apprezzati in Europa. Dalla tedesca Wolfsburg dove è situato il Ristorante Aqua, Elverfeld incanterà la platea con un menu da 3 stelle Michelin ispirato alla libertà, cardine e principio fondamentale della sua cucina.
Il 29 maggio S.Pellegrino Sapori Ticino vedrà l’arrivo, direttamente da Bangkok, dell’indiano Anand Gaggan, considerato uno dei maggiori esponenti della cucina indiana, terzo migliore ristorante in tutto il continente Asiatico e numero 17 al mondo: sarà ospite di Egidio Iadonisi dello Swiss Diamond Hotel di Vico Morcote.
Il viaggio attraverso le migliori tavole del pianeta prosegue il 3 giugno con la presenza di Diego Muñoz, numero 2 di tutta l’America Latina, presso l’Hotel Splendide Royal di Lugano dove Domenico Ruberto aprirà le porte della sua cucina per una serata ispirata ai sapori Sudamericani. Muñoz, diventato head chef  dell’Astrid y Gaston di Lima in Perù, è il successore di Gaston Acurio, vero e proprio maestro della cucina mondiale.
A completare la rosa di chef, l’8 giugno presso il Castello del Sole di Ascona, il giovane Rasmus Kofoed del Geranium di Copenaghen, in assoluto uno dei migliori chef europei, denominato “La leggenda del Bocuse d’Or. Unico anche in questo caso l’incontro con lo Chef locale per una serata dove le visioni e la ricerca del giovane chef danese si fonderanno con la tradizione dello stellato Othmar Schlegel.
La festa finale della manifestazione di quest’anno sarà dedicata all’altro partner di eccellenza per il 2015, ossia le Grandes Tables De Suisse, associazione che riunisce praticamente tutte le migliori tavole della Svizzera. Quattro chef che hanno fatto, ma che sono ancora, la storia della grande cucina svizzera, ovvero Andrè Jaeger, Franz Wiget, Markus Neff e Robert Speth saranno ospitati da Alessandro Fumagalli presso il Grand Hotel Eden di Lugano il 14 giugno, una serata a 5 stelle Michelin per concludere insieme questo lungo viaggio che vede la cucina, i prodotti e la tradizione svizzera, incontrare le suggestioni culinarie di tutto il mondo.

Come di consuetudine, alle cene si affiancheranno alcuni eventi speciali: il 16 maggio al Castello di Morcote con la serata Déjeuner au Château; il 18 maggio al Seven di Lugano con Una serata in rosa tutta al femminile e il 21 maggio con una serata lounge dedicata ai più giovani, replicata il 21 maggio al Lido Bar di Lugano.
Un’ottima occasione per conoscere il meglio del Canton Ticino, dalle bellezze del paesaggio alle bontà della tavola!

lunedì 8 dicembre 2014

LA TABLA, UN ASSAGGIO D’INDIA NEL CUORE DEL TICINO



 “Ci siamo incontrati a New York nel 2002 lavorando per il Ritz-Carlton Central Park. Entrambi con la passione dell'ospitalità' e con un curriculum alberghiero alle spalle”.


Lui, Gagan, è originario dell'India. Lei, Daniela, è svizzera. In comune, non solo una solida unione famigliare ma anche una grande passione per la cucina e la ristorazione. Dalla loro intraprendenza, condita dal connubio tra l’arte culinaria indiana e la tradizione ticinese, è nato il ristorante La Tabla che, dal 2012, offre un buon motivo in più per fare una sosta golosa a Montagnola, nei dintorni di Lugano.


Il ristorante, su due piani, è quanto di più sensuale e accogliente si possa immaginare, l’ideale per le fredde sere d’inverno: mattoni a vista, arredi in legno e luci soffuse invitano ad una piacevole intimità. Mentre la lounge esterna, con la grande terrazza immersa nel verde, anima le serate estive fino a tarda notte. Due camere per gli ospiti e una meeting room completano l’ambiente, mantenendo un’atmosfera raffinata ed elegante. La cucina propone piatti sia indiani sia italiani, tutti preparati con il desiderio di appagare prima la vista e poi il palato.

Impossibile non lasciarsi sedurre dalle ricette di Mamma Gurmeen, che ha confidato a Gagan i segreti delle spezie, immancabili in ogni piatto indiano che si rispetti. Tuttavia, cardamomo e coriandolo, peperoncino e curry non sono mai aggressivi ed esaltano delicatamente carne, pesce e riso basmati senza invadenza. Fragranze magiche e aromi arcani che operano un sottile sortilegio al palato, sussurrato con intrigante fantasia. Perché, come scrive Chitra Banerjee nel suo libro “La maga delle spezie”: le spezie sussurrano i loro segreti e sospirano piacere …


Ecco qualche esempio, provare per credere:

HARYALIPANEERTIKKA
RICOTTA INDIANA
IN PASTELLA DI CORIANDOLO E MENTA
COTTA NEL FORNO TANDOOR CON PEPERONI

TINDAVADA
POLPETTA DI ZUCCA
IN SOFFRITTO DI POMODORO & CIPOLLA
GUARNITA CON YOGURT 

ACCHARIGOSHT&KULCHA
STRACCETTI DI AGNELLO IN 5 SPEZIE ALL’ACETO
SERVITI CON NAAN ALLE CIPOLLE E CUMINO

KURKUREJHINGE
GAMBERONI MARINATI E COTTI IN PASTELLA DI CECI
ACCOMPAGNATI DA UNA SALSA AGROPICCANTE

Ogni piatto è accompagnato dal tipico pane indiano, il BUTTERNAAN o il GARLICNAAN, morbido e profumato, cotto nel rispetto della tradizione.  


E per chi volesse assaggiare anche qualche ricetta mediterranea, gli chef Giuseppe e Elisa propongono una cucina originale e creativa, utilizzando solo prodotti freschi e di stagione.
In effetti, la tentazione di tradire la cucina indiana de La Tabla è forte quando ci si trova davanti a proposte come queste:

TARTARE DI GAMBERO ROSSO CON ARIA DI PREZZEMOLO E CHIPS DI SEDANO RAPA

FILETTO DI TORO ALLA SENAPE CON INSALATA DI RUCOLA E PATATE SALTATE

FOIE GRAS CON SCAGLIE DI TARTUFO NERO, CIPOLLE CARAMELLATE E PANE FATTO IN CASA


 E cosa dire dei dessert? La seduzione delle dolcezze indiane è leggendaria: dal Kulfi, gelato artigianale ai pistacchi, mandorle e cardamomo; al Gulab Jamun, babà indiani immersi in uno sciroppo di acqua di rosa e cardamomo; al Mango Lassi, un rinfrescante frullato di yogurt e polpa di mango che evoca i più romantici tramonti indiani.
Il tutto accompagnato, dall’inizio alla fine, da vini pregiati e bollicine d’autore, esibiti come opere d’arte nella cantina a vista della sala ristorante.


Ma ciò che più seduce a La Tabla sono i sorrisi dei padroni di casa. Tornare qui ogni volta è come fosse la prima volta, con la segreta certezza di sentirsi a casa propria e, soprattutto, con la gioia di trascorrere una piacevole serata in compagnia della persona giusta.  
A proposito … quando il prossimo invito a cena?