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giovedì 4 agosto 2016

Scintille


Un film francese, fuochi d’artificio, temporale.
Il film finisce, i fuochi si spengono, il temporale avanza.
E vince.
Voce da fuori che dà voce al silenzio di dentro.
Pioggia, musica, scintille sulla pelle.
Qualcuno mi ha detto che è bello non sentire bisogno di alcuno perché così si sente il piacere della libertà.
Vieni tuono, vieni lampo, vieni pioggia.
Parlatemi, non voglio sentire il piacere della solitudine.
Voglio ascoltare la voce del desiderio.
Il film francese è un ricordo,
i fuochi d’artificio un abbaglio,
il temporale un compagno.

E vince.  

mercoledì 22 giugno 2016

La voce che 'sente'


La voce è lo specchio dell’Anima. Non gli occhi.
Musica che scivola nel petto, fluido che si inietta nelle vene, brivido che si riverbera nella testa accendendo sinapsi emotive senza fine. Un diapason che scuote di onde le viscere, come un maremoto perpetuo, insonne e ineluttabile. 
Questo è la voce, di chi oltrepassa il confine sterile delle parole per versare il loro vero contenuto direttamente dal suo spirito allo spirito di chi ascolta. Un travaso di essenze vitali che disseta e nutre in un ancestrale ritorno alle origini, al paradiso perduto, alla Grande Madre.
Poesia, magia, spiritualità, sacralità, follia, delirio, morte, rinascita…sarebbero solo lettere inanellate tra loro dalla logica della grammatica eppure svuotate di senso se non fossero sottese da una voce che, oltre a parlare, ‘sente’. E’ questo saper ‘sentire’ l’altro - l’amato, il desiderato - a trasformare la voce nello specchio dell’Anima. Specchio che a quel punto - il punto del non ritorno - diventa a due facce: il reciproco specchiarsi diventa il tramite tra due universi che si toccano, tra due vissuti che si fondono in una sola realtà. E la voce allora si fa ponte tra quelle due esistenze inconsapevolmente in cammino l’una verso l’altra, calamitate da invisibili maglie che sempre più stringono la morsa.
In questo specchio a due facce confluisce Tutto: il caldo e il freddo, la pazzia e la ragione, il satiro e la vergine, il puro e il peccaminoso. Il sì e il no. Gli estremi si corteggiano, gli opposti si compenetrano e i paradossi si sposano.
La voce che ‘sente’ è lo specchio dell’Anima. Non gli occhi.
E io sento la tua.



sabato 27 dicembre 2014

Silenzio



Sms. Email. Messenger. Facebook. Twitter. Linkedin. Cartoline virtuali.
Ormai gli auguri si fanno così, in un reciproco scambio di monosillabi digitati e di immagini preconfezionate pescate a caso in rete. Uno scambio di parole fugace e indolore. Il più delle volte senza aggiungerci niente di personale, di originale, di speciale. 
Ma perché, mi chiedo, non affidare alla voce qualche parola sentita, magari non eccezionale, ma pur sempre importante perché dedicata a chi si vuol bene, a chi occupa i nostri pensieri?
“La voce … lo specchio dell’anima”, avevo scritto tempo fa da qualche parte. E sono ancora convinta che, più degli occhi, la voce sia lo strumento che meglio trasmette senza veli il sentimento del momento.
Forse, allora, è proprio per questo che la si cela: per paura di svelarsi. Un pudore un po’ paradossale, in un mondo in cui tutto viene detto a tutti, spesso senza dire in verità nulla. E’ forse per questo che si preferisce il disimpegno di una manciata di parole scritte alla comunicazione diretta che, per altro, implica un ascolto e una risposta, una reazione immediata, naturale, spontanea, non deviata nel tempo, come invece è la comunicazione virtuale. Perché davanti a un monitor si è da soli, al telefono si è in due.
Una email può sempre non arrivare, un messaggio non essere letto, un’immagine finire in spam. Mentre una telefonata, un “Ciao, come stai…volevo sentirti …” bhe, a quella non si scampa! Così come non si scampa all’emozione dell'attimo, a quel brivido sottile che quella telefonata tanto attesa, sperata o temuta ci procura.
... Silenzio ... lo specchio dell'anima tace.