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domenica 21 agosto 2016

L'âme en peine


Malinconia.
Sentimento così irresistibile, insieme dolce e crudele, languido e inclemente.
A volte ci perseguita, altre lo si corteggia, in un gioco perverso di autodistruzione emotiva.
Basta un accenno, un profumo, un sapore, una musica casualmente ripescata nel disordine del passato per risvegliare un universo di emozioni magari con fatica seppellite.
Così, la sensazione di solitudine della bambina di ieri può tornare a far compagnia alla donna di oggi. Una vecchia canzone francese che parlava a un piccolo cuore inspiegabilmente triste riapre il sipario su un angolo semibuio di una casa di velluto.
… oui mais moi, je vais seule par les rues, l’âme en peine …
Un angolo senza tempo, fatto di silenzi, di lunghi, infiniti pomeriggi passati con l’unico vero amico, quello che sapeva capire anche il silenzio. Piccoli gesti. Uno stereo alla vecchia maniera, un disco in vinile, quelle note romantiche, qualche lacrima nascosta e tante, tante carezze.
Forse anche lui, nella sua istintiva natura canina, amava quella canzone francese e forse anche lui da qualche parte, adesso, rivive con la stessa malinconia degli umani quei lunghi, infiniti pomeriggi passati con la bambina. L’unica vera amica che sapeva capire anche il silenzio.


lunedì 15 agosto 2016

Miele bollente


Il bello di lui è che non c’è mai.
O quasi. Così posso immaginarlo come voglio.
Un abbaglio nel deserto, un incendio nella notte, un'esplosione nell’acqua.
O semplicemente un pensiero.
Un’illusione.
Un miraggio.
Un desiderio che compare come la luna nel buio e si versa come miele bollente nella testa, nel cuore, nelle vene.
Veleno e medicina, frusta e carezza, ardore e timore.
Il bello di lui è che non c’è mai.
O quasi.
Il brutto è che lo immagino sempre.
E mi manca sempre.

giovedì 4 agosto 2016

Scintille


Un film francese, fuochi d’artificio, temporale.
Il film finisce, i fuochi si spengono, il temporale avanza.
E vince.
Voce da fuori che dà voce al silenzio di dentro.
Pioggia, musica, scintille sulla pelle.
Qualcuno mi ha detto che è bello non sentire bisogno di alcuno perché così si sente il piacere della libertà.
Vieni tuono, vieni lampo, vieni pioggia.
Parlatemi, non voglio sentire il piacere della solitudine.
Voglio ascoltare la voce del desiderio.
Il film francese è un ricordo,
i fuochi d’artificio un abbaglio,
il temporale un compagno.

E vince.