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venerdì 14 marzo 2014

Albeggiando



Anche questa mattina mi sono svegliata prima della luce. 
Ormai è diventata una piacevole abitudine, un appuntamento con me stessa. Ho ammirato l’alba sbadigliare e rinascere e mi son sentita viva, felice. 
Tuttavia, un’ombra ha incupito i miei pensieri e mi ha fatto immaginare come sarebbe tutto diverso se, affacciandomi alla finestra, vedessi sorgere il primo sole dal mare, dalle montagne o dal mio lago, anziché dalle fronde del mio giardino. 
Il mio amato giardino…quello che m’ha visto nascere, crescere, che mi protegge dall’urbanità, dall’insipido grigiore della città. Una città di cui mi sento ostaggio! Eppure, mi rendo conto che anche questa cintura di verde, madre e amica, diventa sempre più insufficiente a sfamare il mio bisogno di natura e di libertà.
Guardo fuori l’alloro pronto ad accogliere i primi nidi, ascolto i merli chiacchierare incuranti della mia presenza, sorseggio il primo caffè di un giorno che non si sa che sapore avrà e avverto prepotente il precipizio della ribellione, accesa dalla rivoluzione dei miei panorami interiori.
Intanto l’alba s’è fatta giorno. E mi domando ... dove sono io veramente adesso?

lunedì 30 dicembre 2013

Aspettando il Domani



Asociale... antipatica ... o semplicemente  atipica.
Il mio capodanno ideale?
Aspettare il Domani così. 
Lontano da feste, lustrini e fuochi artificiali. 
Trafitta da una coperta di stelle celesti complici dei miei 
pensieri, 
a piedi nudi su languide curve di soffice sabbia dove disegnare i miei 
 sogni, 
leccata da onde sensuali vibranti di plancton all'eco dei miei
ricordi,
solo il bacio del vento tra i capelli, 
la carezza del sale sulla pelle
e l'abbraccio nella notte che scivola nel mare dei miei
desideri.
Sola con me stessa,
felicemente atipica.