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mercoledì 13 luglio 2016

Dieci ore nel vento


Il piacere di dimenticare tutto.
Salpare con le vele spiegate nel silenzio del mare significa abbandonarsi, affidarsi a un orizzonte lontano, quella linea sottile che congiunge e separa due elementi essenziali, l’acqua e l’aria. 
In mezzo solo noi, materia, corpo, sangue, muscoli … minuscoli puntini che avanzano leggeri, cullati dalle onde che ci riportano all’abbraccio amniotico dell’essenza della vita.
Un abbraccio nell’abbraccio. Voglia di stringersi per fermare il tempo, per prolungare il più possibile quel lento navigare, dondolandosi al dolce sciabordio che lascia dietro di sé ricordi sbiaditi e pensieri sgualciti. Davanti invece i colori del cielo che si tuffano nel mare, mescolando come in una tavolozza magica tutti i blu, gli azzurri, i celesti che gli umani sensi, con i propri limiti, possono cogliere, amplificati dall’emozione di condividerli con chi ci sta accanto, senza bisogno di parole. Moltiplicati da quell’abbraccio spontaneo, fremente, incontenibile, i colori diventano arcobaleno e accompagnano quei due puntini cullati dalle onde verso l’orizzonte, l’irraggiungibile orizzonte, capace di trasformare ogni istante in eternità.
Il piacere di dimenticare tutto. Anche il tempo.

Salpare con le vele spiegate nel silenzio del mare. Dieci ore nel vento, un lungo abbraccio, la voglia di scoprirsi, il desiderio di sentirsi… di scambiarsi un segreto prezioso, custodito nel blu.

sabato 11 giugno 2016

Pelle di luna, fianchi di miele


Il Tempo è un maledetto scherzo.
Un’illusione, un capriccio, una trappola vischiosa che ti cattura, risucchiandoti e sputandoti fuori da te stesso con la velocità di un proiettile o la lentezza di una piuma.
Chi stabilisce la durata di un momento importante? L’intensità di un’emozione? La profondità di un sentimento?
L’inesorabile scorrere delle ore non sempre corrisponde allo scorrere del tempo interiore. I momenti di passione dilatano lo spazio, si espandono nel cervello, si gonfiano nell’animo…penetrano nella pelle che si fa crema, vulnerabile al sospiro più lieve, permeabile al brivido più impalpabile.
E così, le vittime privilegiate d’innocenti trasgressioni condivise, chiuse dentro una cornice di poche ore, percepiscono il mondo esterno come un punto minuscolo, un evanescente ricordo, catapultato lontano nel tempo e nello spazio. 
Dentro la cornice, invece, l’eternità dell’attimo. Un rincorrere infinito di istanti, tessuti di sguardi, di desideri, di seduzioni, di carezze, di baci…di silenzi. Fino al delirio dell’estasi, anelato, sofferto, conquistato.
E quando tutto è sottosopra e pare essere sul punto di tracollare scaraventandoti senza fiato in un vertiginoso pozzo di languore, ecco una voce che lentamente sale e rimbalza dall’utero al cervello, come una frusta di seta. Mai più il silenzio dopo quella voce ma un’eterna eco che ti possiede, che rompe le regole, che lacera la cornice e scivola dentro, mescolando definitivamente eternità e caducità.
“pelle di luna, fianchi di miele”, sussurra danzando sottopelle, al ritmo del cuore.

Allora, se il Tempo è un maledetto scherzo, giochi pure con i suoi capricci. Tanto può bastare un attimo per fermare le ore. E cancellare per sempre la parola “fine”.

lunedì 6 giugno 2016

Il mio domani


Se l'impazienza dilata le ore,
l'attesa riduce le distanze.
Allungo la mano

e tocco il mio domani.