sabato 27 agosto 2016

A casa dell'imperatore: la Masseria nel Sole


L’Italia è uno scrigno di ricchezze inestimabili, si sa. La maggior parte affonda le radici in un passato lontano, mescolando arte, politica, economia. Un retaggio culturale millenario che riemerge oggi anche in espressioni più godibili e leggere, come quelle legate al settore agroalimentare, grande orgoglio del nostro Paese.
La Puglia è un esempio di come la storia abbia alimentato un presente particolarmente vocato alla cultura agricola e a tutto ciò che ad essa ruota attorno. Terra corteggiata nel 1200 dall’imperatore Federico II di Svevia, che la amò al punto da ricamarne il profilo con molti gioielli architettonici tuttora vanto della regione, esercita una grande attrazione sul turismo offrendo interessi culturali e colturali.
Le masserie presenti in questa zona ne sono la sintesi più emblematica. Il termine stesso “masseria” evoca un passato lontano, ovvero una prima forma di insediamento rupestre fondata su una manciata di umili fabbricati provvisti del minimo per sfruttare la campagna e vivere dei suoi frutti. Da quel nucleo elementare di rudimenti, le masserie si sono via via strutturate fino a diventare vere e proprie forme di economia agricola. E oggi, l’espressione più attraente, è quella di casolari estesi degni di un imperatore, appunto, provvisti di tutto ed efficienti in tutto, dal lavoro nei campi, alla tavola, all’ospitalità.
Tra queste spicca la Masseria nel Sole, a Lucera, in provincia di Foggia, nel cuore del Tavoliere delle Puglie. L’azienda agricola affonda letteralmente le proprie radici in un terreno ricco di oliveti da cui si estrae un olio dotato di caratteristiche organolettiche particolarmente eccellenti.
Il Comune di Lucera appartiene alla regione olivicola "Daunia" e gli oliveti dell’Azienda sono caratterizzati quasi esclusivamente dalle varietà Ogliarola e Coratina dalla cui spremitura prende vita l’olio extravergine biologico "Masseria Nel Sole".
Bruno Pitta, padre dell’azienda, dieci anni fa ha puntato tutto sulla qualità e oggi, insieme ai figli, ne porta avanti il successo con la stessa passione di allora.
Non solo olio ma anche vino e altri prodotti alimentari sempre biologici, nel rispetto dell’ambiente. I vini della Masseria nel Sole seducono al primo sguardo, prima ancora che all’assaggio. Nomi ed etichette paiono celare un misterioso linguaggio che, forse, solo visitando l’azienda potrà essere svelato. Dal brioso Vino Spumante ai poderosi rossi Gigolò e Diaboliko, dal profumatissimo rosato Madame al suadente bianco Dedicato, ogni bottiglia sembra possedere una storia tutta sua da raccontare, da esplorare con piacere sorso dopo sorso.


giovedì 25 agosto 2016

CANTINE PAOLINI, UN MARE DI VIGNE BACIATE DAL SOLE



Là dove il mare bacia le colline e il sole benedice la terra si srotolano circa tremila ettari di vigneti dai quali nascono vini pregiatissimi.
La Cantina Paolini ha scelto una fetta di Sicilia particolarmente vocata alla cultura enologica, sia per le caratteristiche climatiche sia per la tradizione locale fortemente radicata a prendersi cura del territorio ricavando il meglio da esso. Il versante occidentale dell’isola – quello ospitato tra i Comuni di Marsala, Trapani, Salemi e Mazara del Vallo – presenta infatti un’eterogeneità estremamente ricca del suolo di cui le vigne si nutrono per esprimersi in tutta la loro generosità.
Vigne di mare, dunque, protette da un microclima altamente salino che previene lo sviluppo di muffe nemiche dell’uva. Un’oasi naturale mitigata dal costante vento, il vento delle Egadi, che addolcendo le alte temperature estive previene dannosi ristagni di umidità. Ma vigne anche di valle, alimentate dalla presenza di humus e calcio, elementi preziosi che favoriscono la maturazione ottimale della vite e dei vini rossi, mentre la ricchezza in scheletro contribuisce alla nobilitazione del profilo aromatico dei bianchi.
Le linee della Cantina Paolini esprimono il carattere passionale della gente di Sicilia che da sempre si dedica con amore alla coltivazione della vite: amore per le tradizioni ma anche per l’innovazione con la volontà di mantenere sempre alto il livello qualitativo dei prodotti, naturalmente nel rigoroso rispetto del territorio.
Dal temperamento fiero dei rossi a quello sensuale dei bianchi fino alla morbida seduzione del Passito, i vini Paolini hanno una risposta per ogni gusto.
Le linee Paolini
72 Filara: Cataratto, Inzolia e Nero d’Avola Frappato
Conte di Matàrocco: Syrah, Alcamo e Grecanico
Gurgò: Frappato Syrah, Chardonnay e Grillo
Sicilien: Merlot, Iinzolia e Grillo
Passito Baronazzo Amafi
L’unico piacere che questi vini non possono promettere è quello di essere sorseggiati carezzando con lo sguardo il sole che accende il cielo quando s’immerge all’orizzonte, pennellando il profilo delle Egadi di scintille di fuoco. Per raggiungere questa perfezione vi sono solo due modi: regalarsi una vacanza in Sicilia o ricorrere all’immaginazione.


domenica 21 agosto 2016

L'âme en peine


Malinconia.
Sentimento così irresistibile, insieme dolce e crudele, languido e inclemente.
A volte ci perseguita, altre lo si corteggia, in un gioco perverso di autodistruzione emotiva.
Basta un accenno, un profumo, un sapore, una musica casualmente ripescata nel disordine del passato per risvegliare un universo di emozioni magari con fatica seppellite.
Così, la sensazione di solitudine della bambina di ieri può tornare a far compagnia alla donna di oggi. Una vecchia canzone francese che parlava a un piccolo cuore inspiegabilmente triste riapre il sipario su un angolo semibuio di una casa di velluto.
… oui mais moi, je vais seule par les rues, l’âme en peine …
Un angolo senza tempo, fatto di silenzi, di lunghi, infiniti pomeriggi passati con l’unico vero amico, quello che sapeva capire anche il silenzio. Piccoli gesti. Uno stereo alla vecchia maniera, un disco in vinile, quelle note romantiche, qualche lacrima nascosta e tante, tante carezze.
Forse anche lui, nella sua istintiva natura canina, amava quella canzone francese e forse anche lui da qualche parte, adesso, rivive con la stessa malinconia degli umani quei lunghi, infiniti pomeriggi passati con la bambina. L’unica vera amica che sapeva capire anche il silenzio.