lunedì 13 giugno 2016

Sincronicità


Capita, a volte, di sentire un’inspiegabile attrazione per qualcuno che non si conosce, o che si conosce appena. 
Magari attraverso poche righe scritte, qualche foto, o qualche scambio di battute nude di voce. Un’attrazione non banale, che trascende la superficie della pelle e che stringe un dialogo silente direttamente con la mente.
Forse è una casualità, forse un’illusione, eppure qualcosa mi dice che quando quest’inspiegabile richiamo verso una persona apparentemente estranea bussa alla porta della nostra vita, un significato c’è. 
L’esistenza è colma di segni di cui non siamo consapevoli, o davanti ai quali siamo ciechi, disarmati, impotenti. Bisogna aprire bene gli occhi per coglierli, gli occhi interiori, quelli della mente o dell’anima…qualunque sia la differenza. Forse chi si è più avvicinato alla verità, se una verità esiste, è stato Jung che ha saputo vedere ‘oltre’ e interpretare le pure coincidenze in coincidenze significative, dando loro un nome: sincronicità.
Ecco allora che immagino quest’attrazione come un fluido ipnotico sotteso tra due estranei che stranamente si sentono, si cercano, si sfiorano e a piccoli passi si trovano. Lontani eppure vicini, chiamati a frugare con eccitata curiosità e reciproco rispetto l’una dentro l’altro, senza sapere perché.
Sarà una casualità, sarà un’illusione, sarà una coincidenza...significativa.

Ma io sto pensando a te. E so che tu stai pensando a me.  

sabato 11 giugno 2016

Pelle di luna, fianchi di miele


Il Tempo è un maledetto scherzo.
Un’illusione, un capriccio, una trappola vischiosa che ti cattura, risucchiandoti e sputandoti fuori da te stesso con la velocità di un proiettile o la lentezza di una piuma.
Chi stabilisce la durata di un momento importante? L’intensità di un’emozione? La profondità di un sentimento?
L’inesorabile scorrere delle ore non sempre corrisponde allo scorrere del tempo interiore. I momenti di passione dilatano lo spazio, si espandono nel cervello, si gonfiano nell’animo…penetrano nella pelle che si fa crema, vulnerabile al sospiro più lieve, permeabile al brivido più impalpabile.
E così, le vittime privilegiate d’innocenti trasgressioni condivise, chiuse dentro una cornice di poche ore, percepiscono il mondo esterno come un punto minuscolo, un evanescente ricordo, catapultato lontano nel tempo e nello spazio. 
Dentro la cornice, invece, l’eternità dell’attimo. Un rincorrere infinito di istanti, tessuti di sguardi, di desideri, di seduzioni, di carezze, di baci…di silenzi. Fino al delirio dell’estasi, anelato, sofferto, conquistato.
E quando tutto è sottosopra e pare essere sul punto di tracollare scaraventandoti senza fiato in un vertiginoso pozzo di languore, ecco una voce che lentamente sale e rimbalza dall’utero al cervello, come una frusta di seta. Mai più il silenzio dopo quella voce ma un’eterna eco che ti possiede, che rompe le regole, che lacera la cornice e scivola dentro, mescolando definitivamente eternità e caducità.
“pelle di luna, fianchi di miele”, sussurra danzando sottopelle, al ritmo del cuore.

Allora, se il Tempo è un maledetto scherzo, giochi pure con i suoi capricci. Tanto può bastare un attimo per fermare le ore. E cancellare per sempre la parola “fine”.

lunedì 6 giugno 2016

Il mio domani


Se l'impazienza dilata le ore,
l'attesa riduce le distanze.
Allungo la mano

e tocco il mio domani.