martedì 21 giugno 2016

E'.


Sana follia o folle saggezza?
Non so che cosa sia, so solo che E’.
E’ il mistero, il numinoso, il perturbante. E’ ciò che attrae e intimorisce, seduce e spaventa, innamora e addolora. E’ l’inconsueto, il delirante, il mai banale. Una sensazione d’inspiegabile richiamo verso un universo in cui ci specchiamo e in cui vediamo ribollire le immagini riflesse delle parti più oscure di noi stessi. Oscure eppure luminose, perché foriere di sogni, sogni eloquenti che parlano il linguaggio alchemico dell’Anima e che, in fondo, inconsapevolmente ci rassicurano come la carezza della buonanotte di un padre alla sua bambina.
Capita a volte nella vita di imbattersi in qualcosa o qualcuno che senza volerlo ci scaraventa addosso quest’universo, questo misterioso, numinoso, perturbante universo che dritto come una spada va a penetrare gli anfratti più teneri dei nostri desideri. Quelli più taciuti, quelli più repressi eppure malcelati sotto il tessuto ingombrante della moralità, della socialità, della banalità. E per quanto il pensiero si sforzi di alzare lo scudo della ragione a fermare la spada dell’istinto, ecco che inermi cadono i muri, crollano gli argini, sprofondano le pareti.
E così, nudi di fronte a noi stessi, accogliamo l’affondo. E ci ricongiungiamo finalmente alla nostra ombra, riconoscendola come benevola amica e inevitabile complice della nostra luce. Così insieme procediamo senza paura, rinati, adulti, forti di quella carezza che ogni notte un padre continuerà ad offrire alla sua bambina, traghettandola dal mondo dei sogni al mondo della realtà.
Sana follia o folle saggezza, non so cosa sia. 
So solo che E’.

  

lunedì 13 giugno 2016

Sincronicità


Capita, a volte, di sentire un’inspiegabile attrazione per qualcuno che non si conosce, o che si conosce appena. 
Magari attraverso poche righe scritte, qualche foto, o qualche scambio di battute nude di voce. Un’attrazione non banale, che trascende la superficie della pelle e che stringe un dialogo silente direttamente con la mente.
Forse è una casualità, forse un’illusione, eppure qualcosa mi dice che quando quest’inspiegabile richiamo verso una persona apparentemente estranea bussa alla porta della nostra vita, un significato c’è. 
L’esistenza è colma di segni di cui non siamo consapevoli, o davanti ai quali siamo ciechi, disarmati, impotenti. Bisogna aprire bene gli occhi per coglierli, gli occhi interiori, quelli della mente o dell’anima…qualunque sia la differenza. Forse chi si è più avvicinato alla verità, se una verità esiste, è stato Jung che ha saputo vedere ‘oltre’ e interpretare le pure coincidenze in coincidenze significative, dando loro un nome: sincronicità.
Ecco allora che immagino quest’attrazione come un fluido ipnotico sotteso tra due estranei che stranamente si sentono, si cercano, si sfiorano e a piccoli passi si trovano. Lontani eppure vicini, chiamati a frugare con eccitata curiosità e reciproco rispetto l’una dentro l’altro, senza sapere perché.
Sarà una casualità, sarà un’illusione, sarà una coincidenza...significativa.

Ma io sto pensando a te. E so che tu stai pensando a me.  

sabato 11 giugno 2016

Pelle di luna, fianchi di miele


Il Tempo è un maledetto scherzo.
Un’illusione, un capriccio, una trappola vischiosa che ti cattura, risucchiandoti e sputandoti fuori da te stesso con la velocità di un proiettile o la lentezza di una piuma.
Chi stabilisce la durata di un momento importante? L’intensità di un’emozione? La profondità di un sentimento?
L’inesorabile scorrere delle ore non sempre corrisponde allo scorrere del tempo interiore. I momenti di passione dilatano lo spazio, si espandono nel cervello, si gonfiano nell’animo…penetrano nella pelle che si fa crema, vulnerabile al sospiro più lieve, permeabile al brivido più impalpabile.
E così, le vittime privilegiate d’innocenti trasgressioni condivise, chiuse dentro una cornice di poche ore, percepiscono il mondo esterno come un punto minuscolo, un evanescente ricordo, catapultato lontano nel tempo e nello spazio. 
Dentro la cornice, invece, l’eternità dell’attimo. Un rincorrere infinito di istanti, tessuti di sguardi, di desideri, di seduzioni, di carezze, di baci…di silenzi. Fino al delirio dell’estasi, anelato, sofferto, conquistato.
E quando tutto è sottosopra e pare essere sul punto di tracollare scaraventandoti senza fiato in un vertiginoso pozzo di languore, ecco una voce che lentamente sale e rimbalza dall’utero al cervello, come una frusta di seta. Mai più il silenzio dopo quella voce ma un’eterna eco che ti possiede, che rompe le regole, che lacera la cornice e scivola dentro, mescolando definitivamente eternità e caducità.
“pelle di luna, fianchi di miele”, sussurra danzando sottopelle, al ritmo del cuore.

Allora, se il Tempo è un maledetto scherzo, giochi pure con i suoi capricci. Tanto può bastare un attimo per fermare le ore. E cancellare per sempre la parola “fine”.