domenica 24 febbraio 2013

Sciocco!


Sciocco!  
t'innamori dei sogni
e chiudi gli occhi sulla
realtà.
...
Svegliati
per sognare!

martedì 19 febbraio 2013

Le misure dell'Amore



Molti di noi passano la vita alla ricerca del cosiddetto Grande Amore. Senza magari accorgersi che un Piccolo Amore vale molto di più in virtù della sua contraddittoria realtà e, soprattutto, soddisfa molto di più, evitando inutili frustrazioni pur imponendo inevitabili manutenzioni.
E poi, nel caso esistesse davvero quel cosiddetto Grande Amore, si può sapere che misura dovrebbe avere per meritare d’essere eletto sovrano di tutti gli altri?
Fintanto che non sarà stabilito un Quoziente Amoroso (Q.A.) matematicamente esatto, al pari del collaudato Quoziente Intellettivo (Q.I.), chissà quanti piccoli preziosi amori reali verranno ancora calpestati per colpa di quell’irraggiungibile grande chimera, destinata a seminare solo illusioni, delusioni e poveri cuori infranti!

domenica 17 febbraio 2013

Gli Animali ci rendono umani



Gli aborigeni australiani hanno un detto: “I cani ci rendono umani”.
Oggi sappiamo che questo è letteralmente vero. Dalla preistoria alla storia, l’animale uomo è infatti diventato quel che è perché si è evoluto insieme ai lupi, poi cani, in virtù di un reciproco bisogno di sopravvivenza. Il rapporto tra noi e loro è tuttora indissolubile, anche se le necessità che ci legano sono cambiate: i cani hanno bisogno di noi innanzitutto per nutrirsi e sentirsi protetti; e noi abbiamo bisogno di loro per riversare e ricevere un affetto che difficilmente tra esseri umani si può provare.
Ebbene, io credo che tutti gli animali, non solo i cani che hanno la sorte di viverci accanto, tutti ma proprio tutti gli animali ci rendono più umani. A un patto, però: che li ascoltiamo, li rispettiamo e li amiamo. Altrimenti gli animali diventiamo noi!
Non so se saremo mai in grado di parlare agli animali come il dottor Doolittle nel suo film, né se loro saranno mai in grado di risponderci. So però che noi esseri umani possiamo e dobbiamo imparare ad ascoltarli, facendo un enorme passo indietro rispetto alla presunzione d’essere superiori. Non è attraverso la grammatica del linguaggio che dobbiamo entrare in contatto con loro, ma attraverso la grammatica dei sentimenti e dell’empatia. Così, cercando di accogliere in noi quella dimensione ancestrale che inevitabilmente ci rende pazzescamente simili agli animali, potremmo dialogare con loro e rendere una vita più felice sia a loro che a noi stessi.
Io sono sicura che chi sa parlare con gli animali è più felice di chi non ne è capace ed è anche molto, molto meno solo.
E allora, ricordiamocelo sempre di fronte alle ingiustizie subite dagli animali, dalle nefandezze di chi ne fa cavie alle crudeltà di chi li abbandona: riflettere e combattere perché queste brutalità non accadano è un atto di umiltà che ci può davvero rendere fieri d’essere quel che siamo. 
In fondo, un tempo anche noi eravamo animali e nell’evolvere in esseri umani abbiamo rinunciato a qualcosa che via via è diventato inutile alla nostra sopravvivenza. Ora, avvicinarsi agli animali, ascoltarli, capirli e rispettarli significa recuperare parte di quel qualcosa perduto, ma non perduto per sempre.

sabato 16 febbraio 2013

Idillio lacustre



Il lago è terapeutico.
Sempre mi aiuta a trovare il ritmo dell’anima per accordarlo a quello del corpo, perché i due raramente coincidono. Dev’essere merito della sua apparente immobilità che, anziché suggerirmi malinconia, m’induce a una specie di levitazione corporea o di sospensione mentale, non saprei nemmeno io come definirla. Come volare nell’acqua, o galleggiare nell’aria ...
Qualunque sia il segreto del dialogo tra lui e me, la quiete lacustre mi porta a quell’estatica riflessione introvabile altrove e così, in un silente gioco di specchi, scioglie grumi, leviga spigoli, arrotonda aculei e illumina ombre.
Qui il tempo sembra fermo. Lo sguardo può correre indisturbato sulle colline riflesse nell’acqua e lentamente carezzare le ali dei cigni, tuffarsi con gli svassi, volare coi gabbiani, senza mai inciampare in qualche creatura umana stonata col contesto.
L’unica nota stridente in questo idillio leopardiano sono io, forse. Ma il lago è tollerante, e sornione mi asseconda accogliendomi sulle sue sponde frondose ancora nude di verde ma già tiepide promesse della primavera che verrà.