È quasi tempo di ripartire.
E con mia grande sorpresa non mi dispiace del tutto dover tornare a casa. Pare quasi che questo cielo, questo mare, questo vento siano un sublime artificio di una mano invisibile che abbia voluto ingannare la normalità rivestendola con un dipinto a dir poco perfetto.
Ecco, è tutto troppo perfetto qui per essere vero.
Mi manca la mia scompigliata quotidianità. Alzarmi all'alba assonnata non per salutare il sole che sbadiglia ma perché il lago in silenzio mi chiama. Mi mancano gli svassi, arrivederci cormorani! Mi manca camminare per la mia città, quella che amo, e sbrigare le necessarie faccende con il solito sorriso nel cuore. Mi manca Condividere momenti normali con le persone di sempre con rinnovata eccitazione.
Ecco, forse dopo tutto non è tutto perfetto qui.
C'è una differenza sostanziale tra questo ritratto del paradiso in Terra e la mia semplice casa lacustre. L'atmosfera che la gente crea. Qui a stento ci si saluta, anche quando i visi si ripetono e si ricalcano e si rincorrono e alla fine si conoscono ... Sembra che qui le persone siano gelose l'una dell'altra e che ognuno vanti un proprio possesso su questo luogo, sia un fazzoletto di sabbia, sia un posto al sole, sia un tuffo di mare. Gelose che questa conquista territoriale possa essere portata via dal nuovo guerriero appena sbarcato.
A casa, invece, il lago, si sa, è di tutti e non suscita invidie: ci si saluta quando si passeggia lungo i sentieri che lo abbracciano e ci si compiace in un tacito sorriso della bellezza di una Natura che non appartiene a qualcuno ma si condivide con spontanea gioia.
A casa sento il rispetto per lo spazio, per l'ambiente e per il reciproco vivere.
E questo mi pare davvero perfetto!
martedì 25 agosto 2015
mercoledì 19 agosto 2015
L'animale vento
Residui notturni depositati sull'arena ancora vergine d'impronte, temporaneamente orfana del sole che verrà.
Anche oggi il popolo della notte ha seminato puntualmente le sue tracce insolenti: qualche bottiglia rovesciata, lattine vuote, mozziconi di sigarette e un'eco di frastuono che offende il pudore assonnato dell'alba.
Ma il vento giunge con la prima luce del giorno e, come un benevolo schiaffo, spazza via anche l'ultima nota di una notte che stona con il candore del mattino.
È lo stesso vento che insiste ora, che cresce, che monta, che gonfia col suo alito caldo e penetrante da spegnere il fiato. Uniforme, plasma tutto, indifferentemente. Rocce, dune e corpi.
La pelle si sottomette al suo impetuoso tocco, la carne si fa argilla alla sua volontà e docile si lascia modellare dal voluttuoso flusso di invisibili mani con la naturalezza dell'amplesso.
Soffia vento, soffia! Spettina capelli profumati di mare, tocca curve sensuali che anelano labbra bagnate di sale. Corrompi l'anima, sciogli l'animalità.
Fatti prendere. Catturami vento... Che la libertà, quella che tutti desiderano, in verità somiglia a quell'arena ancora vergine di impronte, orfana di un Sole che verrà e che, spero, resterà.
Fino alla prossima notte...
Anche oggi il popolo della notte ha seminato puntualmente le sue tracce insolenti: qualche bottiglia rovesciata, lattine vuote, mozziconi di sigarette e un'eco di frastuono che offende il pudore assonnato dell'alba.
Ma il vento giunge con la prima luce del giorno e, come un benevolo schiaffo, spazza via anche l'ultima nota di una notte che stona con il candore del mattino.
È lo stesso vento che insiste ora, che cresce, che monta, che gonfia col suo alito caldo e penetrante da spegnere il fiato. Uniforme, plasma tutto, indifferentemente. Rocce, dune e corpi.
La pelle si sottomette al suo impetuoso tocco, la carne si fa argilla alla sua volontà e docile si lascia modellare dal voluttuoso flusso di invisibili mani con la naturalezza dell'amplesso.
Soffia vento, soffia! Spettina capelli profumati di mare, tocca curve sensuali che anelano labbra bagnate di sale. Corrompi l'anima, sciogli l'animalità.
Fatti prendere. Catturami vento... Che la libertà, quella che tutti desiderano, in verità somiglia a quell'arena ancora vergine di impronte, orfana di un Sole che verrà e che, spero, resterà.
Fino alla prossima notte...
lunedì 17 agosto 2015
Da mente a mente. Da cuore a cuore
A volte è assai difficile riuscire ad essere obiettivi.
Soprattutto quando ci son di mezzo sentimenti forti. Come l’amicizia o l’amore.
Il coinvolgimento affettivo non segue la testa ma il cuore.
Allora, in questi casi, la comunicazione diventa fondamentale. Altro che
silenzi magici! Quelli scavano abissi, alimentano errori.
Una comunicazione schietta, trasparente, coraggiosa, fatta
con gli occhi negli occhi…una comunicazione parlata non scritta, perché la voce
è il corpo dell’anima. Questo ci vuole per tentare, almeno, d'essere obiettivi.
Perché la parola può mentire, la voce
difficilmente. Toni, sospiri, pause, balbettamenti, accentuazioni,
schiarimenti. Son tutte sfumature emotive che danno corporeità alla parola pensata.
Quella scritta, invece, finisce per assumere la corporeità affettiva di chi la
riceve, di chi la legge, con tutti i rischi che il fraintendimento comporta, in
questa staffetta verbale da mente a mente. O da cuore a cuore.
E quando ci son di mezzo sentimenti forti, come l’amicizia o
l’amore o, peggio, tutti e due insieme, guai a inciampare in un sassolino fatto di
parole fraintese. Si rischia di cadere in un precipizio di amarezza e di
rancore, tirandosi dietro anche tutto il giusto e il bello da salvare. Un
precipizio che con il tempo, nel migliore dei modi, finisce nell’odio. Nel peggiore,
nell’indifferenza.
Peccato che chi mi legge ora non possa sentire la mia voce, perché
è gioiosa e colorata. Come nessun silenzio potrebbe dire.
sabato 1 agosto 2015
Una giornata speciale
Un silenzio surreale regna in questa giornata speciale.
Speciale perché è festa, il giorno in cui da ogni balcone sventola con orgoglio la bandiera nazionale. Un rosso che accende un cielo
vagamente autunnale ma che presto, con l’arrivo della notte, s’illuminerà di
mille fragorosi colori.
Un silenzio surreale perché pare d’essere lontano da tutto
qui, a due passi da un lago puntinato di sottile pioggia. Nessuna musica,
nessun rombo, nessuna vibrazione artificiale sembra permettersi di giungere fin
qui a violare la quiete naturale. Pare d’essere in un limbo ovattato, protetto
da invisibili mani di fata. Trapela solo il profumo lontano di qualche fuoco a
legna traboccante di succulenti fragranze, profumo che lascia immaginare i
tavoli di legno che ogni paese, ogni lido, ogni grotto qui attorno sta
allestendo per insaporire la festa di piaceri carnali. Ogni comune, dalle
sponde del lago alle cime delle colline, partecipa così nel suo piccolo a
quest’orgoglio collettivo. Sfidando la pioggia e le luci multicolori della
grande città, la vera regina della notte, che sta correndo a farsi bella per la
festa.
Eppure qui, lontano da tutto, a due passi da un lago
puntinato di sottile pioggia, il tempo pare essersi fermato, dimenticandosi per
qualche assurdo sortilegio di questa giornata speciale.
Forse, nel suo piccolo, anche
il lago con la sua immobile quiete partecipa all’orgoglio collettivo:
trasformando una giornata speciale in una qualunque, facendomi capire che
grazie al suo silenzio surreale ogni giornata qui è davvero speciale.
mercoledì 29 luglio 2015
Il prezzo
Cambiare vita costa.
E il prezzo a volte è molto alto. Un prezzo talmente alto
che meriterebbe d’avere un nome.
Il suo nome è Solitudine.
Cambiare vita vuol dire lasciare una casa, chiudere una
porta alle spalle, dire addio a spazi, a momenti, a odori, a voci, ad affetti.
Ma non
ai ricordi.
Quelli sono, ahimè, invisibili presenze che non si lasciano sbattere
la porta sul muso. Quelli, al contrario, t’inseguono e ti perseguitano con una
dolorosa dolcezza che sa di vendetta, una lama di miele che pungola a sangue le pieghe più
tenere dell’anima. Quelli, i ricordi, restano vivi, palpitanti,
graffianti chiusi come aculei pungenti dentro la tua testa, dentro il tuo
cuore e bussano, trapanano, perforano ogni pertugio del tuo Essere. Non per
uscirne ma per radicarsi più dentro.
Ed è allora che capisci per davvero quanto costa cambiar
vita. E proprio mentre hai fatto il primo passo con l’audacia di chi sogna ti domandi se sei pronta sul serio, se hai davvero le risorse per pagare quel prezzo.
Inspiri forte e senti che vorresti tutt’a un tratto tornare un poco indietro
per raccogliere in un solo abbraccio tutto quello che improvvisamente ti sta mancando. Tutti
quegli spazi, momenti, odori, voci e affetti, tutte quelle persone che ami e che ti
amano … vorresti portarle via con te,
riunite in quell'unico grande abbraccio.
E invece ti accorgi che non puoi. Perché se il prezzo da
pagare per cambiar vita si chiama Solitudine, quell’abbraccio che vorrebbe
portar via tutto e tutti si chiamerebbe Egoismo!
Perciò, mia cara, accetta le conseguenze della tua scelta
ora che l’hai fatta.
Cambiar vita costa. Dunque
paga.
domenica 26 luglio 2015
Silente dialogo
Lontane eppure vicine.
Silenziose eppure vibranti.
Quando due Anime si conoscono, si sentono.
Le parole non servono e le distanze si annullano.
Il dialogo tra loro è un filo di seta che cuce pensieri, una
musica mistica che allaccia emozioni, un profumo alchemico che mescola
sensazioni.
Così, il piacere di stare insieme non ha mai fine.
Lontane eppure vicine.
Silenziose eppure vibranti.
Due Anime che si conoscono, si sentono.
E in questo silente dialogo, si desiderano.
mercoledì 22 luglio 2015
L'ora dei pipistrelli
C’è un istante ben preciso che separa la sera dalla notte.
E’ l’ora dei pipistrelli!
E’ un istante che pare sopraggiungere all’improvviso. Si
crea nell’aria come un immenso punto chiaroscuro che tutto inghiotte, mastica e
risputa, una sfumatura alquanto indecisa tra l’essere e il non essere, tra la
veglia e il sonno. Succede ovunque probabilmente ma a me sembra più evidente
qui, dove i colori dell’acqua si mescolano a quelli dei boschi.
Sì, perché quando il lago si scrolla di dosso il calore del
sole e le stelle cominciano a chiacchierare, ecco che il teatro naturale cambia
vistosamente scenario e protagonisti.
Non è solo una questione di tinte. Anche le creature diurne,
infatti, sembrano volatilizzarsi insieme all’ultimo chiarore per lasciare spazio solo
a loro, ai pipistrelli e alla loro tenebrosa danza.
Colpevoli solo d’essere oggetto di umani (o forse inumani)
pregiudizi, i pipistrelli a quest’ora s’appropriano puntualmente del proprio
spazio quasi a voler recriminare una più giusta collocazione nell’universo.
Eppure, al loro naturale sopraggiungere, molti scioccamente si
ritraggono, io compresa. Non che abbia qualcosa di razionale contro di loro, povere
creature del buio assai utili all’ecosistema, tuttavia non riesco ad abituarmi
alla loro nevrastenica ballata. Sembra che non abbiano mai sosta, compaiono
all’improvviso come sollevati da un uragano di molecole invisibili e con il
loro imprevedibile volteggiare ricamano nell'aria un pentagramma che ricalca certi brani
jazz dall’indecifrabile melodia, intuibile solo a sopraffini intenditori. Impossibile rintracciare una grammatica nei
loro movimenti, eppure una logica c’è. Insetti, correnti d’aria, sorgenti
sonore, barriere fisiche. Ecco: barriere fisiche. Perché mai dovrei temere che uno
di loro possa malauguratamente, per un assurdo errore matematico, sbagliare mira , direzione,
traiettoria e finire proprio addosso a me?! Non è mai successo, è vero, eppure
ogni sera al sopraggiungere dell’ora dei pipistrelli, mi assale questo inguaribile timore, ereditato dai fantasmi notturni di un’infanzia scompigliata.
Allora, consapevole dei miei resistenti ostacoli interiori,
saluto il mio lago, do il benvenuto alle stelle e in fretta e furia mi ritiro dal
giardino che volge lo sguardo alla prima luna.
Appena in tempo, sono arrivati! Prima uno, poi due, poi quattro e cinque
insieme, come una flotta aerea sollevata d’urgenza in missione. I pipistrelli anche
oggi cominciano la danza e sicuramente staranno ridendo di quella buffa donna
che, immancabilmente, ogni volta a quest’ora, scappa via dal giardino con le mani
sulla testa. Chissà, a pensarci bene forse per loro è lei, con le sue
nevrasteniche fughe dal nulla, quell’istante preciso che separa la sera dalla notte!
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