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giovedì 19 dicembre 2013

Coltura&Cultura.It




L’agricoltura italiana sta uscendo dall’ombra.
E’ con quest’affermazione carica di fiducia e di ottimismo che si apre la consueta conferenza stampa di fine anno di Bayer, azienda leader mondiale nella ricerca scientifica.
Lo scorso anno l’agricoltura ha, infatti, rappresentato l’unico settore in crescita in un panorama economico nazionale e internazionale estremamente travagliato e si è confermata il motore trainante per la nostra esportazione. Questo non è solo motivo d’orgoglio per i tanti operatori del settore che da anni lottano per dimostrare il valore del proprio impegno e dei propri prodotti, ma è anche una grande opportunità professionale per i giovani che si affacciano al difficile mondo del lavoro. Negli ultimi anni, infatti, il settore agroalimentare è stato di grande stimolo per le nuove leve, con un crescente aumento di imprese agricole guidate da under 35 e un’impennata delle matricole alle facoltà di agraria e alle scuole secondarie professionali nei settori di agricoltura, enogastronomia e ospitalità alberghiera.
Bayer aveva intuito già molto tempo fa questa meritata valorizzazione del lavoro della terra e con la sua ricetta “ricerca, ascolto, collaborazione” si dimostra tuttora un passo avanti, lanciando costantemente ambiziose sfide per far sì che l’agricoltura italiana esca definitivamente dall’ombra, anche in vista dell’Expo 2015. Fondamentale, come sottolinea Karina von Detten – Amministratore Delegato di Bayer CropScience Italia - è imparare a fare squadra, fare sistema, in modo da trascendere le competitività interne e unire le forze in vista di vantaggi comuni maggiori. Una competitività che deve essere valutata strategicamente anche dai nostri governanti e quindi appoggiata dall’alto per non porre gli agricoltori italiani in svantaggio sul mercato internazionale. Magis vino è un esempio straordinario di come anche in Italia si possa fare sistema nel settore agricolo, un esempio che Bayer cercherà di estendere ad altri prodotti, oltre al vino, come all’uva da tavola e ai cereali.
Ma le sfide di Bayer in difesa della qualità e della sostenibilità non si fermano qui. Il prossimo anno 12 nuovi prodotti di origine biologica e chimica per la protezione delle colture risponderanno a soluzioni integrate in vista della sostenibilità. Inoltre continuerà l’offerta di prodotti dedicati all’Hobby Farming in collaborazione con Bayer Garden. Ma nell’anno in cui l’Azienda compie i suoi 150 anni di successi, una delle realizzazioni più accattivanti di Bayer CropScience è questa: www.colturaecultura.it Ovvero, la collana di libri dedicata ai prodotti della nostra terra, Coltura&Cultura, si evolve in versione web, trasformandosi in un sito di grande appeal, colorato e divertente, che mescola al linguaggio scientifico la grammatica del web, per una piacevole consultazione dei manuali, una facile comprensione dei contenuti e una conoscenza dei 600 autori dei volumi. Come spiega Paola Sidoti - responsabile Business & Marketing Communications di Bayer CropScience Italia - il nostro panorama agricolo è fatto da tante Ferrari ma anche da tantissime utilitarie, straordinarie e fondamentali per tutto il settore. Ecco che il sito colturaecultura.it offre una conoscenza più approfondita e diffusa dei prodotti delle nostre regioni, dalla fragola agli agrumi, dimostrando come l’agricoltura italiana sia contemporaneamente “una e molteplice” perché con la sua unica varietà soddisfa tutti i gusti in tutte le stagioni. Ognuno dei 15 volumi è completamente scaricabile gratuitamente, basta registrarsi. Inoltre il sito lascia molto spazio ai video, brevi e dinamici, che raccontano in maniera giocosa curiosità e verità scientifiche. La presentazione di Duccio Caccioni, autore nonché attore già collaudato da Bayer CropScience, sintetizza esemplarmente la piacevolezza di un format che in virtù della sua solidità culturale è patrocinato da Asa, Associazione Stampa Agroalimentare presieduta da Roberto Rabachino.   
Anche questo è uno strumento di comunicazione strategico per dar voce alla nostra agricoltura e condividere con un pubblico sempre più vasto il messaggio di fiducia e di ottimismo che saluterà il prossimo anno.

domenica 1 dicembre 2013

I FRUTTI DEL SOLE RACCONTATI IN UN LIBRO: “GLI AGRUMI”


Dai Giardini delle Esperidi alle pendici dell’Etna: la Sicilia ospita Bayer CropScience per illustrare il nuovo volume di Coltura&Cultura


“La strada attraversava gli aranceti in fiore e l’aroma nuziale delle zagare annullava ogni cosa, come il plenilunio annulla un paesaggio … tutto era cancellato da quel profumo islamico che evocava urì e carnali oltretomba.”
Così scriveva nel 1958 Giuseppe Tomasi di Lampedusa, spremendo in questo breve passo del Gattopardo il volto esotico della sicilianità più pura. Le arance, infatti, insieme alle 200 specie della famiglia degli agrumi, rappresentano il simbolo della Sicilia e insieme dell’Italia, essendo il nostro Paese il 4° produttore di agrumi al mondo, con un contributo siciliano di oltre il 55%.
Ma dietro questi numeri, certamente essenziali per capire l’importanza di un settore agricolo economicamente strategico anche all’estero, sta una storia affascinante: una storia secolare raccontata da piante e frutti che legano oriente e occidente, islam e cristianesimo, salute e alimentazione, uomo e terra.
Il nuovo volume “Gli Agrumi” della collana Coltura&Cultura di Bayer CropScience sintetizza il ricco retroscena di questi frutti, armonizzando in maniera fluida panorami storici, artistici, letterari e musicali con quelli più strettamente botanici, scientifici, salutistici ed economici. 63 autori hanno dato vita a oltre 600 pagine di sapere per il piacere di scoprire tutti i segreti di una grande famiglia di frutti, dagli aspetti più tecnici a quelli più lirici.
Il volume è stato presentato ufficialmente nell’Aula Magna dell’Università degli Studi di Catania, il 29 novembre. Così, un’uggiosa serata s’è colorata di sole grazie agli interventi degli oratori che hanno intrattenuto con aneddoti e curiosità il folto pubblico: il Rettore dell’Università Alessandra Gentile, i Professori Eugenio Tribulato (dell’Università di Catania) e Paolo Inglese (dell’Università di Palermo), membri dell’Accademia dei Georgofili e coordinatori scientifici del libro. Insieme hanno illustrato come cedri, limoni, pummeli, mandarini, lime e arance affondino le radici nella storia secolare dell’uomo; come l’arte li abbia sempre raffigurati quali simboli culturali, sacri e profani; e quali meccanismi la natura inneschi per rendere così belli e colorati questi frutti, tanto da ispirare pittori e poeti d’ogni tempo.  Con i docenti, Paola Sidoti - responsabile Business & Marketing Communications di Bayer CropScience in Italia – ha riassunto l’importanza del volume, confermando la volontà di Bayer di sposare coltura e cultura diffondendo in maniera piacevole contenuti articolati di realtà importanti spesso poco conosciute. Questo in virtù di un consumo più consapevole dei prodotti ma anche del piacere di esplorare le nostre radici, perché ogni “jardinum” (aranceto) non è solo lavoro, ricerca e profitto ma è innanzitutto un luogo fruttifero e dilettevole di storie tutte da scoprire.
“Il volume è uno strumento che coglie il vissuto positivo dei consumatori verso gli agrumi e che può contribuire a migliorare la capacità competitiva della produzione italiana. Questo libro è un elogio a coltivazioni bellissime e dai buonissimi frutti, - ha concluso Paola Sidoti - per fare cultura degli agrumi a 360° e premiare tutti gli agrumicoltori, a cominciare dai siciliani, avvicinando a questo mondo tecnici e appassionati che vogliono sapere come nasce un agrume, una spremuta o un grande profumo.
La presentazione del libro s’è conclusa con un concerto nella Chiesa di San Nicolò l’Arena, dove un coinvolgente duetto tra lo Stradivari 1715 del Maestro Matteo Fedeli e il pianoforte di Andrea Carcano ha aggiunto una nota poetica alla serata culturale. Una serata degna del Gattopardo!


Dove le Arance diventano Rosse
Per capire meglio la ricchezza dei contenuti del volume “Gli agrumi”, Bayer ha dato voce a una delle aziende trainanti del mercato agrumicolo siciliano. Situata a Lentini (SR), dove il microclima etneo è ideale per gli agrumi, la Società APAL O.P. della Famiglia Scrofani fa parte del Consorzio di Tutela Arancia Rossa di Sicilia: vanta 1000 ettari di terreni coltivati, 100 soci e 20000 tonnellate annue di frutti prodotti. Ma l’Azienda vanta soprattutto l’alta qualità dei propri prodotti, dalle arance Tarocco, Moro e Sanguinello a nettarine, albicocche e pesche, frutti che estendono l’attività a 10 mesi l’anno coprendo quasi tutte le stagioni. Visitando l’Azienda si capisce quanto sacrificio e passione occorrano per sostenere un mercato difficile e colmo di paradossi, dovuti per esempio a importazioni di arance estere a minor costo rispetto le nostre che sono invece più richieste dal mercato europeo. Se Cina, Spagna, Grecia o Marocco possono essere temibili dal punto di vista dei prezzi, non possono tuttavia competere con la Sicilia in quanto a generosità della terra (la convivenza di colate laviche con un terreno fertile, la presenza del mare e di un clima secco e caldo che rende le arance più rosse) e ad esperienza umana (una lunga tradizione famigliare che sposa una costante innovazione tecnologica).
E’ con questa esperienza che Filadeflo Scrofani e suo figlio Salvatore affrontano il mercato esportando oltre il 35% dei prodotti e soddisfacendo una richiesta estera sempre maggiore. La speranza è che anche il consumatore italiano diventi più consapevole della qualità dei ‘nostri’ prodotti, frutto di tradizione ma anche di ricerca scientifica e tutela ambientale.
E’ a questa voce appassionata che Bayer CropScience si unisce per far sì che gli Agrumi siciliani e italiani acquistino il giusto valore nella percezione collettiva e siano quindi più apprezzati e consumati anche a casa nostra.

Una sosta di piacere
A metà strada tra Siracusa e Catania sorge l’Agriturismo Badiula, immerso in un giardino coltivato prevalentemente ad agrumi, sorvegliato dallo sguardo severo dell’Etna e carezzato dalla mite brezza del Mediterraneo. Alla bellezza della natura l’agriturismo unisce la tipica ospitalità siciliana, fatta di genuinità e passione: 8 camere con ogni comodità, un ristorante interno e un Giardino d’inverno, un grazioso centro benessere e diverse attività sportive, oltre naturalmente alla produzione di prodotti tipici da degustazione. Imperdibili, a pranzo o a cena, la caponatina per cominciare in bellezza e la bavarese al mandarino per finire in dolcezza.

venerdì 15 novembre 2013

IL VINO ITALIANO SOSTENIBILE SI CERTIFICA CON “MAGIS”




La Sala Stella Polare del Centro Congressi a Fiera Milano Rho è gremita. L’appuntamento del 14 novembre è con Magis, progetto di ecosostenibilità firmato Bayer CropScience. In occasione del convegno “Il vino italiano sostenibile si certifica con Magis”, Bayer CropScience Italia, riceve la certificazione dall’ente terzo indipendente DNV Business Assurance. Questa è una delle tappe fondamentali di un progetto in costante divenire. Magis nasce 5 anni fa e da allora ha arruolato circa 150 aziende vitivinicole italiane.
Un parterre d’ospiti d’eccezione per raccontare cos’è Magis, cosa significa Sostenibilità e qual è il ruolo della Comunicazione: Domenico Zonin, Unione Italiana Vini; Attilio Scienza, Università Statale di Milano; Emilio Defilippi, Assoenologi; Massimo Berlin, DNV Business Assurance in Italia; Silvio Cittar, Bayer CropScience; Enrico Giraudi, J. Walter Thomson. L’incontro, condotto dalla brava Anna Scafuri, giornalista RAI, è culminato con la consegna delle prime certificazioni Magis da parte di Roberto Rabachino, Associazione Stampa Agroalimentare.
Cos’è Magis. Il progetto nasce da una domanda: cosa chiedono i consumatori italiani? Chiedono trasparenza nel bicchiere, per gustare con fiducia la piacevolezza del vino. Magis certifica un modo di fare fondato su principi di sostenibilità: il rispetto per la Terra e per il consumatore; il “fare sempre meglio” come vocazione e modello etico; una profonda e dettagliata conoscenza del processo produttivo e della materia prima. Da oggi, per chi acquisterà una bottiglia di questi vini, Magis si tradurrà in una garanzia di trasparenza e credibilità, grazie al coinvolgimento di un Comitato tecnico-scientifico presieduto da Attilio Scienza, padre ideale di Magis. Il protocollo Magis fornisce dunque una guida pratica per la gestione sostenibile del vigneto e sarà costantemente aggiornato per adeguarsi alle necessità di ogni regione, biodiversità e cambiamenti climatici. Quattordici aziende vitivinicole italiane ricevono la certificazione Magis e altre cinque la riceveranno a breve: i loro vini potranno così utilizzare il marchio Magis sulle bottiglie. La certificazione è anche un passaporto per sostenere con fierezza le dinamiche del mercato globale.
Cosa significa Sostenibilità. Crescere assieme e fare sempre meglio: questo è Sostenibilità.  L’agricoltura sostenibile fa solo quel che serve, dove e quando serve, rispettando la salute del suolo e del vigneto. Questo non significa “biologico” ma “fare” con un equilibrato senso della misura senza abusare del potere dell’uomo sulla Natura. Il suolo è complesso e anche un piccolo vigneto va capito affinché produca un vino di qualità senza sacrifici. Magis stimola l’attenzione dei viticoltori al linguaggio del terroir, affinché un’autodiagnosi sia il primo passo per una viticoltura sostenibile. Il concetto di sostenibilità è pertanto destinato a diventare “normalità” di un processo che riguarda tutta la filiera. Solo così è possibile “degustare con piacere un bicchiere di vino ad occhi chiusi”, con fiducia e consapevolezza.
Il ruolo della Comunicazione. Per poter degustare ad occhi chiusi occorre “fare aprire gli occhi ai consumatori”. Così Roberto Rabachino sintetizza il ruolo della Comunicazione. L’informazione deve accompagnare il progetto per educare e infondere fiducia. Dentro ogni bicchiere di vino c’è sempre il sacrificio di donne e uomini, la comunicazione deve servire anche a raccontare questo, da qui l’importanza di un’etichetta che garantisca Sostenibilità. Il logo Magis è sintesi eloquente del progetto: linee e colori evocano la naturale conformazione dei vigneti italiani, con una semplicità che infonde fiducia.
Al termine della conferenza, dopo la consegna delle certificazioni alle aziende vinicole, la parola passa all’Amministratore Delegato di Bayer CropScience Italia, Karina von Detten:
Sono orgogliosa di ricevere oggi questo riconoscimento che va a tutti i nostri collaboratori perché hanno creduto e attivamente sostenuto la crescita di un progetto che, con la certificazione dei primi vini, è destinato a diventare un emblema della sostenibilità e del “fare di più, sempre meglio” come vocazione e modello etico di riferimento.

lunedì 22 luglio 2013

Dove l'Uva è Cultura




Quest’anno si celebrano due eventi memorabili, apparentemente slegati tra loro, eppure entrambi culturalmente significativi. Tanto che è stato possibile intrecciarli in un originale dialogo creativo aperto al pubblico.
Il primo riguarda i 150 anni del Gruppo Bayer, il secondo si riferisce al bicentenario di Giuseppe Verdi. Uno sposalizio tra scienza e arte, dunque: due universi che attraverso linguaggi differenti esaltano il genio e la fantasia dell’intelletto umano.
Tra le tante iniziative dei festeggiamenti del Gruppo, Bayer ha sostenuto la manifestazione ‘’La Lirica a Noicattaro’’, una rappresentazione dell’Aida di Giuseppe Verdi, per la prima volta messa in scena il 15 e il 17 luglio a Noicattaro (BA), una piccola cittadina accoccolata tra mare, ulivi e viti. In realtà, questa è la quarta edizione di Lirica a Noicattaro (promossa dall’Associazione Noicattaro Nerazzurra) che, forte del successo delle precedenti Tosca, Traviata e Boheme, ha deciso di cimentarsi in una delle opere più monumentali in assoluto. L’Aida, infatti, è tra le rappresentazioni più impegnative per scenografia, costumi, comparse e tempi molto lunghi, e ha pertanto coinvolto per un intero anno gli abitanti della cittadina pugliese trasformandoli per l’occasione in veri e propri artisti professionisti.
La particolarità è che molte di queste persone, nella vita, partecipano a un’altra importante messa in opera: quella dell’uva, specialmente dell’uva da tavola, prodotto principe di questa zona. L’uva da tavola, infatti, è prodotta principalmente in Puglia e fa dell’Italia uno tra i primi tre Paesi esportatori al mondo e il primo a livello europeo.
Il forte legame fra Bayer e i produttori pugliesi – già confermato da precedenti iniziative quali il progetto “Magis uva da tavola”, il cortometraggio “Si fa presto a dire uva” e il volume “L’uva da tavola” della collana editoriale Coltura&Cultura – è stato coronato ora anche sul palcoscenico. La scelta dello spazio in cui ambientare l’Aida dimostra un’ulteriore volontà a valorizzare il territorio: l’area della vecchia stazione ferroviaria di Noicattaro è stata completamente reinterpretata e resa accogliente con oltre 1500 posti a sedere, di fronte a un palcoscenico all’altezza di un’autentica Arena, sotto un cielo trapuntato di stelle degno del primo applauso.
Giacomo Suglia – Presidente dell’Associazione Produttori Esportatori Ortofrutticoli – presente in prima fila accanto alle maestranze di Bayer, sottolinea che “anche l’uva, come la lirica, è Cultura. Questo è infatti il nostro slogan: Dove l’uva è cultura! Ed è importante conoscerla per apprezzarla. Per quanto riguarda la lirica, ci sembra giusto offrire a tutti la possibilità di ‘gustarla’, in uno spazio creativo adatto non solo a fini intenditori abituati a La Scala o all’Arena ma a un pubblico più ampio e curioso, che voglia avvicinarsi all’Opera con semplicità. La presenza di Rai 3 ha confermato l’interesse generale per l’evento dando un motivo d’orgoglio in più a tutti i cittadini che si sono prodigati in questa gigantesca opera. Inoltre – conclude Giacomo Suglia – questa è un’occasione per ribadire che la nostra uva, come la musica e l’arte in genere, è una ricchezza inestimabile che supera ogni campanilismo: è l’uva di tutta la Puglia, non di ogni singolo paese, a far parlare di sé per la sua grande qualità. Ricordo, infatti, che la nostra regione è la sola finora ad avere ottenuto il marchio IGP Uva da tavola a livello regionale, e non provinciale, e questo è per noi un vanto.”
Le due serate della rappresentazione lirica hanno dato ragione a queste parole. L’Aida di Noicattaro è stata un successo grazie a: l’orchestra della Provincia di Bari, diretta dal maestro Giovanni Rinaldi; il direttore degli allestimenti, Damiano Pastoressa; il folto cast, con Adriana Damato (Aida) e Lorenzo Decaro (Radamès) in primo piano; la regia, del talentuoso Lev Pugliese; il corpo di ballo di Attitude; e tutte le persone che hanno contribuito alla realizzazione delle scenografie, delle coreografie e dei costumi.
I quattro atti sono stati accompagnati da dolci assaggi di uva da tavola, offerta a tutti dalla consueta ospitalità dei cittadini pugliesi, oltre che da una luna gravida di luce, complice del solenne evento. Al termine dell’opera del 17 luglio, tutta Noicattaro ha voluto festeggiare l’importante presenza di Bayer con una torta dedicata ai suoi 150 anni e un effervescente brindisi condiviso tra attori e pubblico, frutto naturalmente delle preziose uve pugliesi.
Un finale degno di Verdi, appassionato tanto quanto l’intera Opera, che ha reso l’uva regina della notte e Noicattaro regina della lirica. 

martedì 28 maggio 2013

Science For A Better Life



SCIENCE FOR A BETTER LIFE: LA SCIENZA A PORTATA DI MANO

Vietato non toccare alla Mostra Itinerante che celebra i primi 150 anni di Bayer


Il Gruppo Bayer – Azienda leader mondiale nella ricerca scientifica – festeggia quest’anno i suoi primi 150 anni. Una storia nata da una piccola fabbrica di coloranti nel distretto di Barmen a Wuppertal e approdata a quel che oggi è: un colosso che conta oltre 110.000 collaboratori in tutto il mondo ma soprattutto che conta sulla forza della tradizione e sul coraggio dell’innovazione.
Science For A Better Life è la bandiera di Bayer e oggi, oltre a indicare la mission del Gruppo nei settori tradizionali – medicina e agricoltura in prima linea – è anche l’arguto spunto di una mostra itinerante, uno dei tanti eventi con cui l’Azienda celebra l’anniversario.
Bayer Anniversary Tour ha aperto le porte al pubblico italiano il 28 maggio presso la sede di Viale Certosa che, per l’occasione, s’è trasformata in un museo interattivo, a metà tra il surreale e il fantascientifico. In realtà, si tratta di pura Scienza, raccontata con intelligenza e leggerezza attraverso le tappe di un percorso intrapreso da Bayer in questi 150 anni. 21 box espositivi, di circa 2 metri d’altezza, mostrano attraverso le lettere dell’alfabeto di 4 diversi colori le missioni concrete dell’Azienda nel mondo. Dalla “A” di Aspirina alla “E” di Efficienza energetica; dalla “R” di Riso alla “S” di Scienza; fino alle innovazioni nel campo medicina per la cura della donna e dei tumori, delle tecniche antisismiche per le nostre abitazioni, dell’alimentazione degli animali di cui ci nutriamo e della cura della terra che coltiviamo. Tutto questo, e molto di più, è racchiuso e svelato da ognuno dei Box che, attraverso tasti, schermi e joy-stick, invitano a dialogare con i contenuti per confrontarsi e imparare quanto impegno stia dietro al successo di Bayer.
“Nella maggior parte dei musei, ai visitatori viene intimato di non toccare – spiega Daniele Rosa, Direttore Comunicazione del Gruppo Bayer in Italia - ma per il tour dell’anniversario di Bayer questa regola non vale. La mostra è provvista di elementi espositivi come microscopi, camere a immagine termica, giochi digitali, tutto specificatamente ideato per essere toccato e sperimentato. Il concetto espositivo combina elementi di intrattenimento con elementi didattici per incoraggiare i visitatori ad interagire con quanto esposto.”
Tutti, infatti, sanno cosa sia un’aspirina. Ma quanti sanno cosa significhi realmente fare ricerca per migliorare la salute? Oltre al background scientifico e sociale espresso attraverso l’immediatezza tecnologia di ogni Box, il visitatore è invitato a giocare, a mettersi alla prova per riflettere, rispondendo a domande cui forse non ha mai pensato (per esempio quanto vale un grammo di sementi di pomodoro rispetto all’oro); oppure testando il proprio ritmo cardiaco, la trasmissione termica del proprio corpo o ancora la padronanza dello stress. E’ più facile, e soprattutto più divertente, a farsi che non a dirsi. E senz’altro è più istruttivo visitare la mostra che non apprenderne leggendo, perché la curiosità diventa creatività solo se si sposa con l’esperienza.
La prima tappa di Bayer Anniversary Tour è avvenuta lo scorso febbraio a Leverkusen e dopo quest’appuntamento milanese la mostra si sposterà a Barcellona, per poi toccare 25 città disseminate nei cinque continenti, attraverso mega container firmati Bayer.
Dopo la visita, resta una riflessione. In ognuno di quei Box alti poco più di due metri, in realtà è racchiuso un mondo: il mondo che abitiamo, di cui tuttavia non sempre siamo consapevoli. Un ottimo invito a scoprirlo, dunque, rivolto non solo agli adulti ma anche a coloro che lo saranno tra molti anni, perché i bambini possano toccare la Scienza e capire che essa è davvero a portata di mano.

martedì 5 marzo 2013

L'elogio dell'insalata



L’ELOGIO DELL’INSALATA: DA CENERENTOLA A PRINCIPESSA DELLA TAVOLA

Bayer CropScience presenta la quattordicesima perla della collana Coltura&Cultura:
“Le insalate”

In occasione della quarta edizione della Fiera Agrosud svoltasi di recente a Napoli Bayer CropScience - azienda leader nell’innovazione degli agrofarmaci - ha presentato ufficialmente un nuovo volume della collana “Coltura e Cultura”, quello dedicato alle Insalate, nato come i precedenti dall’affiatamento intellettuale, tecnico e professionale di autori sensibili alla valorizzazione delle grandi colture italiane.
L’opera racconta con rigore scientifico e dovizia di dettagli tecnici e culturali l’universo variopinto di questi vegetali. Perché è troppo facile dire “insalata” quando, in realtà, ogni varietà possiede una propria storia, personalità e virtù e merita pertanto un più attento ascolto.
A introdurre la presentazione è stato Marco Ranzoni del settore Comunicazione e Media Relations di Bayer, che insieme a Paola Sidoti (Business & Marketing Communications Manager di Bayer CropScience) e Maria Lodovica Gullino, docente dell’Università di Torino) ha saputo sintetizzare con semplicità la ricchezza culturale del volume. Gli interventi di due dei 67 autori - Nicola Calabrese (CNR – ISPA Istituto di Scienze delle produzioni alimentari dell’Università di Bari) e Giancarlo Roversi, giornalista e scrittore, direttore di Vie del Gusto - hanno contribuito a rendere ancora più palpabile il valore della pubblicazione sotto l’aspetto agroalimentare e sotto quello storico. Nel libro convergono, infatti, sapere e sapore delle insalate: dalla botanica alla coltivazione, dal valore nutrizionale alle ricette, dalla commercializzazione al consumo, con contributi di carattere storico, paesaggistico e testimonianze nell’arte, nella letteratura e nel cinema.
Emerge un panorama decisamente prospero: l’insalata in tutte le sue specie si è trasformata da alimento tradizionalmente povero a prodotto evoluto e in pochi anni ha abbandonato il ruolo di “Cenerentola” per diventare “Principessa”, sia nell’orto che in tavola. Questo, grazie alla diffusione della “IV gamma” – la serie di pratiche confezioni imbustate pronte all’uso - che a un prodotto nutrizionalmente sano somma un servizio di praticità, maggior conservazione e risparmio di tempo e fatica in cucina.
Evidentemente l’innovazione paga sempre, anche nell’evoluzione delle insalate - come afferma Paola Sidoti - ed è per questo che il fatturato annuo in Italia ha raggiunto i 900 milioni di euro. Infatti, nell’intero comparto delle insalate, la produzione italiana è prima in Europa e a livello globale si colloca con fierezza insieme a colossi quali Cina, Stati Uniti e India.
Per portare in tavola senza alcun rischio e con grande comodità insalate pronte per l’uso tagliate e lavate sono necessarie tecnologie sofisticatissime che coinvolgono l’esperienza di ricercatori e produttori volti a ottenere un risultato sicuro, sano e sostenibile. Bayer CropScience da anni appoggia quest’approccio e dopo i già consolidati progetti “Magis vino” e “Magis uva da tavola”, ha coinvolto anche la filiera delle insalate con il progetto Magis IV gamma, che attualmente comprende 7 grandi aziende destinate ad aumentare.
E per far toccare con mano la realtà di tutto il lavoro sotteso a una confezione di fragranti insalatine, alla presentazione del volume è seguita una visita sul campo, nella florida Valle del Sele. La Società Agricola Ortomad – protagonista di eccellenza nella produzione e diffusione di prodotti ortofrutticoli IV gamma e I gamma - ha infatti aperto le porte per mostrare al vivo l’intero percorso delle insalate, dal terreno al cliente, nel più rigoroso rispetto di ogni fase di trattamento.
E’ un’ulteriore conferma del dialogo collaborativo che grandi aziende possono e devono allacciare per rendere i consumatori più consapevoli e i produttori sempre più appassionati del proprio lavoro. Perché è solo attraverso lo sposalizio tra Coltura e Cultura che si può realmente innovare e ambire all’eccellenza a tavola nel rispetto dell’ambiente.

Paola Cerana

lunedì 11 febbraio 2013

"Si fa presto a dire Uva"



Bayer CropScience In scena alla Fruit Logistica Di Berlino

“SI FA PRESTO A DIRE UVA”


Fruit Logistica, la fiera leader nel settore della frutta e della verdura, si è svolta dal 6 all’8 febbraio a Berlino. Nel suo ventesimo anno di vita, l’evento ha confermato il proprio successo: oltre 56.000 visitatori e circa 2.500 espositori provenienti da 83 Paesi hanno celebrato l’apoteosi del commercio ortofrutticolo internazionale. Dalla semina al raccolto, dal trasporto all’imballaggio, fino alla vendita e al consumo, i prodotti della terra sono stati i veri protagonisti del salone e hanno sfilato tra i padiglioni degli stand mostrando con orgoglio ai visitatori ogni fase della filiera. Un ampio programma di eventi, seminari, workshop e spettacoli hanno mescolato la Cultura alla Coltura, la tradizione all’innovazione, il sapere al sapore, offrendo una ‘tre giorni’ coinvolgente e stimolante sia per gli operatori strettamente legati al settore, sia per i tanti curiosi e appassionati del mondo agroalimentare. 

Presentato il progettoMagis” uva da tavola.
All’evento non poteva mancare Bayer CropScience che con la sua presenza ha arricchito il panorama ortofrutticolo grazie ad un’iniziativa particolarmente interessante, tutta made in Italy. Si tratta del progetto Magis Uva da tavola. Magis, dal latino “di più”, o “sempre meglio”, evoca la natura e lo scopo del progetto: continuare a identificare, creare e diffondere l’innovazione necessaria per migliorare la sostenibilità ambientale, sociale ed economica della produzione di uva da tavola in Italia. Magis uva da tavola è gestito da un Comitato tecnico-scientifico presieduto dal professor Franco Faretra dell’Università degli Studi di Bari. L’intero team rappresenta l’avanguardia nella ricerca e nella gestione della sostenibilità della produzione di uva da tavola. Il progetto che nel 2012 ha coinvolto inizialmente undici aziende in Puglia e in Sicilia, rappresenta oggi la risposta univoca a molteplici richieste: ai mercati offre una produzione adeguata a standard di sicurezza sempre più rigorosi; ai consumatori, uva di alta qualità; al territorio, una sempre maggiore sostenibilità ambientale; ai produttori, una sicura sostenibilità economica e di conseguenza sociale per tutte le comunità locali. Per la prima volta, agricoltori, comunicatori scientifici e industria collaborano per migliorare e garantire la sostenibilità e la sicurezza dell’uva italiana nel modo più concreto, efficace e trasparente.

“Si fa presto a dire uva”
Nell’ambito della grande rassegna berlinese è stato presentato anche “Si fa presto a dire uva”, un cortometraggio realizzato da Bayer CropScience con il patrocinio della Regione Puglia. Ideato coerentemente alla logica dei libri di “Coltura & Cultura”, il video vuole far conoscere attraverso l’attrattiva delle immagini come e dove viene prodotta l’uva da tavola migliore del mondo. Ormai i consumatori conoscono sempre meno la campagna. Molti non hanno mai respirato i luoghi in cui nascono i frutti che consumano e tanto meno sanno come e da chi vengono prodotti. E questo è tanto più vero per l’uva da tavola, che nasce in territori fortemente vocati e specializzati, come la Puglia e la Sicilia, per esser poi esportata in tutto il mondo. Nell’immaginario collettivo questa lontananza tra chi produce e chi consuma può alimentare indifferenza o, peggio, diffidenza. 
Questo video racconta piacevolmente la quotidianità della realtà agreste pugliese, attraverso il confronto fra un agronomo competente (Duccio Caccioni) e una donna curiosa di sapere (Giorgia Senesi). Una passeggiata all’ombra delle vigne che invita gli spettatori a capire e assaporare insieme tutto il fascino di questa terra e dei suoi preziosi frutti. Perché si fa presto a dire uva, appunto, ma in realtà dietro questo miracolo generoso della natura sta il lavoro paziente e appassionato dell’uomo. Attenzione, cura, conoscenze, sacrifici e tenacia intrecciano quotidianamente tradizione e innovazione per portare sulle nostre tavole un’uva di grande qualità, ottenuta attraverso un’alleanza trasparente tra uomo e ambiente. Per mantenere e incentivare questo primato, la produzione di uva italiana deve essere orientata al miglioramento continuo ed è questo l’obiettivo di Magis Uva da tavola. Il video ha attratto un vasto pubblico meritandosi sentiti applausi. La partecipazione degli autori, Giovanni Carrada e Duccio Caccioni, insieme agli interventi di Paola Sidoti responsabile della comunicazione di Bayer CropScience, Dario Stefano Regione Puglia assessorato risorse agricole, Giacomo Suglia presidente Apeo, Paolo Bruni presidente Cso, Marco Salvi, presidente Fruitimprese, hanno reso ancora più penetrante il messaggio. Gli spettatori hanno avuto così il piacere di gustare un’uva dolce e croccante, insieme alla consapevolezza del valore inimitabile che questo frutto rappresenta in Italia e nel mondo.    

Dal salone di Fruit Logistica alla sala del Bundestag.
Il Parlamento Federale Tedesco ha ospitato i protagonisti del progetto Magis Vino, riuniti nella sala di vetro del ristorante Käfer, il famoso Giardino d’Inverno. La locazione particolarmente suggestiva è altresì benaugurante: un centro di potere costruito sulla solennità del passato che svetta lieve e trasparente verso il futuro.
Per l’occasione hanno tenuto alcune stimolanti relazioni gli esperti del segmento ortofrutta di Bayer CropScience; Manuela Casaleggi, responsabile del progetto Magis; Franco Faretra, professore dell'Università di Bari e coordinatore del CTS di Magis; Vitale Nuzzo, professore Università della Basilicata; Rosario Di Lorenzo, professore Università di Palermo; Giuseppe La Macchia, dell’agenzia per il commercio estero Ice di Roma.
“Insieme” è la parola che anima il progetto, simbolicamente rappresentata dalla compresenza di persone non necessariamente vicine per appartenenza geografica ma unite sia nell’orgoglio italiano, sia nei propositi di questo cammino culturale, economico e sociale della nostra uva da tavola. “Comunicazione” è l’altra parola d’ordine che Bayer CropScience da sempre promuove, sorretta da un’informazione puntuale e trasparente, il vero collante strategico per la realizzazione di ogni progetto. Come ha ben detto Giovanni Carrada, rivolgendosi a tutti i presenti e in particolare ai numerosi produttori pugliesi e siciliani, “non abbiate paura di dire al mondo quello che fate!
Con quest’augurio Bayer CropScience ha brindato al successo di Magis Vino, conferma del valore italiano nel mondo ed esempio da seguire per un futuro di qualità.

Paola Cerana

giovedì 13 dicembre 2012

Sostenibilità e innovazione nell'agricoltura italiana



Solo tre parole: Ricerca, Ascolto, Collaborazione.
E’ la formula vincente che Bayer CropScience – azienda leader nel settore agrochimico internazionale per la tutela della produzione agricola e dell’ambiente – propone alla conferenza stampa del 12 dicembre a Milano dal titolo Innovazione e sostenibilità nell’agricoltura italiana. “E’ una ricetta antica, fatta di ingredienti semplici” sottolinea l’amministratore delegato del Gruppo Karina von Detten che, con piglio garbato ma deciso, interpreta tutto l’orgoglio del made in Italy agroalimentare, eccellenza insostituibile e inimitabile.
Nonostante il 2012 sia stato un anno drammatico in tutti i settori, l’agricoltura italiana resiste alla crisi e alla concorrenza con fierezza, affacciandosi al 2013 con audaci progetti fondati sull’innovazione e la sostenibilità. Parole, queste, spesso abusate altrove per corteggiare l’acquiescenza di un pubblico ormai disincantato. Per Bayer si tratta invece di programmi concreti, perché “l’innovazione è nel Dna di Bayer” e la sostenibilità ne è il suo indissolubile complemento.
Quali sono dunque gli attuali programmi di Bayer? 
La recente acquisizione di AgraQuest da parte del Gruppo è una delle mosse strategiche. AgraQuest è leader nella produzione di prodotti biologici per la protezione delle colture e sposarne la filosofia significa per Bayer aderire alla ricerca coerente di traguardi sempre più compatibili con l’ambiente e la natura. Non è un impegno nuovo questo per un’azienda che da sempre tutela sia chi produce sia chi consuma ortofrutta, perché tutti facciamo parte di una o dell’altra sfera e naturalmente tutti esigiamo più qualità e sicurezza da ciò che mangiamo.
Un secondo impegno concreto è quello di coinvolgere tutti i soggetti della filiera agroalimentare italiana, incrementando una nuova solidarietà da Nord a Sud, dalle piccole alle grandi colture. Primo tra tutti è il progetto Magis vino che riunisce le aziende impegnate nella produzione ecosostenibile di uve, verso un’agricoltura di precisione volta a fare sempre meglio. Nel 2013 Magis vino otterrà la certificazione che si estenderà anche all’uva da tavola, agli ortaggi destinati alla quarta gamma (le insalatine confezionate) e al progetto Gran Filiera dedicato al grano duro.
Oltre a questi step strategici mirati al prodotto che muoveranno circa 3 miliardi di euro, Bayer CropScience ha un altro obiettivo ambizioso. Quello di ascoltare, capire e dialogare con i bisogni più profondi delle persone che vivono di agricoltura. Non solo di coloro che operano nei settori tradizionalmente consolidati ma anche di chi s’improvvisa agricoltore, per passione o per necessità. Si stima oltre un milione di “Hobby farmers” in Italia, cioè di agricoltori non professionisti e non semplici amanti del giardinaggio ma “allevatori” di un proprio microcosmo ortofrutticolo. Bayer è lungimirante anche in questo: ha creato un catalogo dedicato a loro per sostenerli in un lavoro che, per quanto minimo rispetto al gigante agricolo nazionale, si sta diffondendo sempre più rivelando valori umani che non possono restare inascoltati.
L’attenzione di Bayer CropScience alla comunicazione e al dialogo non è certamente nuova. Da sempre l’azienda promuove lo sposalizio tra Coltura & Cultura attraverso la collana di libri dall’omonimo titolo che ha appena partorito la sua ultima creatura sugli Agrumi. Non solo: anche i giovanissimi sono invitati a partecipare creativamente all’innovazione del mondo agroalimentare. Per esempio attraverso il “Youth Ag-Summit, un evento culturale sponsorizzato da Bayer che avrà luogo in Canada il prossimo agosto, cui parteciperanno ragazzi tra i 18 e i 25 anni con i loro piani d’azione per salvare un Pianeta sempre più affamato. “Il mondo ha  bisogno di colori e Bayer non si nasconde nel grigio” rimarca Daniele Rosa, Direttore della comunicazione Bayer, e i giovani sono l’arcobaleno su cui investire.
E’ all’insegna dell’ottimismo che si chiude la conferenza, a dimostrare come i progetti non restino sogni ma diventino realtà quando si collabora con intelligenza, sensibilità e determinazione.
Karen von Detten conclude ricordando che 150 anni fa nasceva Bayer e l’anniversario sarà celebrato il prossimo anno in tutto il mondo con eventi spettacolari a sancire il successo di un Gruppo che è innanzitutto una grande famiglia. Ma l’amministratore delegato offre un incoraggiamento che trascende la vita dell’azienda e tocca l’anima di tutti, agricoltori, consumatori, giornalisti e semplicemente esseri umani. Con la dolce attesa del suo terzo bambino, Karen von Detten è l’incarnazione della fiducia nel futuro: la conferma che quando si crede in ciò che si fa e lo si fa con amore, si vince sempre. Non solo per se stessi ma anche per le generazioni che raccoglieranno i frutti da noi seminati.