mercoledì 23 ottobre 2013

Aspettando San Martino, l'appuntamento è di-vino


Puglia e Sicilia sono protagoniste di un autunno all’insegna del buon bere e dell’arte. Si comincia venerdì 8 novembre: l’Azienda Vinicola Tenute Rubino (BR) propone la seconda edizione di "Aspettando San Martino", un affascinante viaggio di scoperta dedicato al mondo enologico regionale. I diversi ambienti di lavorazione, affinamento e stoccaggio della Cantina accoglieranno i winelovers in una atmosfera briosa, dove il piacere del vino si sposa all'arte del teatro, grazie alla Compagnia brindisina "Meridiani Perduti".
La Compagnia rappresenta il concreto recupero della memoria storica territoriale e per “Aspettando San Martino” porta in scena lo spettacolo itinerante “Fermenti”, ispirato ai vini di Tenute Rubino. In questo percorso coinvolgente, la rappresentazione scenica si mescola alle degustazioni di vini e di stuzzichini della migliore tradizione pugliese.



Sabato 9 Novembre, invece, torna nelle storiche cantine di Marsala (TP) l’appuntamento ideato dal Movimento Nazionale del Turismo del Vino.
Protagonista Donnafugata, che da sempre ama condividere con gli amanti del vino di qualità i propri segreti. Durante la visita della Cantina si potrà assaggiare in anteprima un monovarietale 2013 spillato direttamente dalla vasca. Un momento prezioso, di solito riservato agli "addetti ai lavori".
Per chi ama le sfide, eccone due. La prima è “Metti alla prova l’enologo che è in te”: una degustazione alla cieca dei vini varietali con la possibilità di indovinarli e vincere il distintivo: “Enologo DOC Donnafugata”. La seconda: “Crea il tuo blend”, riservata ai vincitori della prima prova che potranno dar vita al proprio vino, miscelando alcuni dei monovarietali degustati. In palio un premio per veri intenditori.
Uno spazio speciale è dedicato al Mille e una Notte con una verticale di 4 annate, dal 1998 al 2008, che punterà ad esaltare le capacità di affinamento di questo nobile rosso di Donnafugata. Infine, per celebrare il vino nuovo, una performance musicale itinerante e uno schiticchio autunnale con i piatti della tradizione siciliana, all'insegna della convivialità e dell’allegria.


Silenzio.


Ignorare le bassezze
eleva.

venerdì 27 settembre 2013

KIWI: FRUTTO O UCCELLO?



Il kiwi oggi fa parte dei frutti presenti sulle nostre tavole in ogni stagione, nonostante maturi durante i mesi invernali, almeno in Italia. Cresce su un arbusto contorto e capriccioso, chiamato ‘actinidia’, che necessita del talento umano per essere domesticato e produttivo. Il frutto che ne deriva è anche chiamato ‘uva di Cina’, perché il suo sapore a metà tra l’aspro e il dolce e la sua consistenza polposa ma acquosa evocano l’uva spina.
Storia
I cinesi, in effetti, conoscevano questo frutto da millenni e lo consumavano senza averlo mai coltivato. Furono invece i Neozelandesi ad avviarne la coltura, rendendolo popolare sulle tavole a fine pasto. La produzione del kiwi su larga scala si consolidò, quindi, in Nuova Zelanda a partire dagli anni Trenta e il successo del frutto fu dovuto principalmente al fatto che fosse particolarmente ricco di vitamina C e che fosse facilmente conservabile in casa o in cantina, purché a basse temperature.
Dopo la Seconda Guerra mondiale, la popolarità del kiwi accrebbe e la coltura dell’actinidia si diffuse in tutto il globo. Tuttavia, durante la guerra fredda che vide gli Stati Uniti aspramente schierati contro la Cina di Mao Tse Tung, prima durante la guerra di Corea e poi quella del Vietnam, si decise unanimemente che un frutto dal nome ‘uva di Cina’ non potesse assolutamente comparire sugli scaffali dei supermarket americani. Così, da allora, il kiwi fu chiamato esclusivamente con il nome con cui è diffuso oggi. Nome che deriva dal principale paese produttore dell’epoca, la Nuova Zelanda appunto.
Curiosità
Ma perché si chiama proprio Kiwi? Perché il kiwi è l’emblema della Nuova Zelanda. Ma la cosa buffa è che tale nome non si riferisce a un frutto, bensì a un uccello. Un uccello aptero, ovvero senza ali, da cui il suo nome scientifico apteryx. Il nome dell’uccello, che oltretutto ha un aspetto molto tenero, è quindi diventato anche quello del frutto, altrettanto attraente, perché oltre ad essere buono è davvero bello. Per correttezza, bisogna dire che il kiwi, tecnicamente, è una bacca e non un frutto. La differenza dipende dalla presenza di tutti quei semini neri all’interno della sua polpa, tipica struttura delle bacche, appunto. Ciò lo rende esteticamente attraente nelle sue intime geometrie cromatiche che ricordano i cristalli variopinti di un caleidoscopio. Bellezza a parte, il kiwi è soprattutto sano. Se mangiato leggermente acerbo può indurre qualche effetto lassativo, tuttavia è facile indurre a piacere la maturazione semplicemente tenendolo in casa, in un cestino accanto a qualche mela. Le mele, infatti, sprigionano etilene il quale stimola nel kiwi una maturazione naturale. Se si ha un buon naso, basta annusare un kiwi per intuire il suo stato di maturazione: quando, infatti, è pronto comincia a rilasciare effluvi piuttosto marcati e vagamente alcolici, e prima che diventino troppo intensi è tempo di mangiarlo.
Proprietà
Oltre alle proprietà rinfrescanti e vitaminiche, dovute all’alta concentrazione di vitamina C, il kiwi ha la fama di possedere un potere antisettico, remineralizzante e antianemico.  Inoltre, aiuta a regolarizzare la pressione cardiaca e riduce l'assorbimento del colesterolo cattivo. Anche le donne in gravidanza possono trarre benefici dall'assunzione di kiwi, in quanto la vitamina C aiuta ad alleviare e prevenire i problemi connessi alla circolazione sanguigna.
Alcuni studi dimostrano, inoltre, che la vitamina C è in grado di proteggerci dalla cataratta, il disturbo della vista che insorge quando si opacizza il cristallino; per prevenire ciò sarebbe, quindi, sufficiente consumare un paio di kiwi al giorno. La presenza di minerali, quali il ferro e il magnesio, fa del kiwi l'alimento ideale per sfidare lo stress quotidiano, mentre l'elevato contenuto di potassio contrasta la depressione e la stanchezza in generale.
Infine, il kiwi ha poche calorie: 100 gr di frutto corrispondono a circa 44 calorie. Come dire che il kiwi lascia leggeri mettendo le ali all’organismo … anche se è un frutto e non un uccello!